Il Tirreno

Pisa

Condannato per stalking nei confronti della ex 

Condannato per stalking nei confronti della ex 

L’uomo, che la minacciava di bruciarle casa, è accusato anche di spaccio per la droga  ceduta alla giovane. La testimonianza della madre: «La seguiva pure in clinica»

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PISA. Lei fa parte di una nota famiglia di commercianti. Lui entra ed esce dal carcere infilando denunce e condanne per droga. E proprio le sostanze stupefacenti sono state prima il collante e poi la divisione tra una giovane 31enne e quello che, in fase alterne, è stato compagno e persecutore senza requie della donna, un marocchino di 36 anni.
Rinviato a giudizio per stalking e spaccio di droga, il nordafricano (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa), difeso dall’avvocato Sara Baldini, ieri mattina è stato condannato a un anno e 8 mesi dal secondo collegio (presidente Salutini, a latere Grieco e Giovanelli). Il pm Aldo Mantovani aveva chiesto 9 anni e 30mila euro di multa.
È stato un rapporto avariato dalla droga. Più dosi che amore. Lo ha raccontato la mamma della 31enne nella sua deposizione.
Tra pause, alla ricerca di ricordi soprattutto quelli dolorosi, e accuse all’imputato, la donna ha descritto un legame che aveva tutti i connotati di una relazione distruttiva per la figlia, ma contro il quale non poteva reagire.
La giovane, madre di un bimbo avuto da una precedente relazione, aveva conosciuto gli stupefacenti prima di incontrare il nordafricano. «Mia figlia ha iniziato ad avere problemi di droga già alle superiori, eroina e cocaina soprattutto – ha ricordato la mamma – Poi quando ho saputo che frequentava quel tipo e certi ambienti le ho detto che la cosa non mi piaceva. Ma era tutto inutile. Era vittima di un’attrazione. Si sa, chi vive queste situazioni non se ne libera facilmente. Non ne poteva fare a meno, anche se a volte mi diceva che stava male e voleva smettere».
I due si lasciano e poi tornano insieme. Siamo nel 2014. Solo che gli alti e bassi di quella coppia si traducono in minacce e riavvicinamenti dove la regola che unisce è la droga.
Per un mese la figlia dei commercianti pisani si trasferisce in un clinica fuori provincia.
«Era un centro specializzato, molto professionale - ha proseguito la mamma – Peccato che fosse aperto. E così l’imputato quasi tutti i giorni andava a trovarla. E non escludo che possa averle dato ancora dello stupefacente».
La figlia la supplicava di aiutarla, stava male. Decidono così di partire per una vacanza in Grecia, mamma, figlia e nipotino. Al rientro lo spettro della droga riappare. Fino alle denunce ai carabinieri. È il nucleo investigativo che inizia a indagare. Il marocchino minaccia l’ex compagna di bruciarle la casa e per rendere credibile l’annuncio si presenta con una tanica di benzina. Poi ci sono gli sms offensivi. Ma nel rapporto guastato dallo stupefacente c’è ancora una parvenza di affetto. Non si sa quanto dettato dalla volontà di tenere buono il fidanzato irascibile o di volerlo mettere alla prova dandogli una seconda chance.
La storia finisce male e dopo le denunce (poi ritirate, ma si procede d’ufficio) arriva l’arresto nel gennaio 2015. Il Tribunale ha revocato il divieto di avvicinamento tra l’imputato e la sua ex. Nel frattempo hanno cominciato a rivedersi.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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