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Frecce Tricolori: sul litorale attese ben 120mila persone
Le Frecce Tricolori verso il secondo boom di partecipazione in due anni. I servizi predisposti dalla Protezione Civile
PISA. «Ci attendiamo un afflusso intorno alle 100-120.000 persone, sicuramente numeri importanti che richiedono un particolare impegno in termini di organizzazione della macchina dei soccorsi». Parla Luca Padroni, da dodici anni responsabile della Protezione Civile di Pisa. Ancora pochi giorni per mettere a punto gli ultimi dettagli per l'Airshow, per assicurare il corretto svolgimento della manifestazione, che si svolgerà domenica 21. In aiuto verrà anche la tecnologia.
Ingegnere, quale sarà il ruolo della Protezione Civile?
«Abbiamo elaborato con il 118 un piano integrato d’emergenza per poter far operare al meglio tutti i soggetti coinvolti nella gestione di potenziali criticità: vi sarà un Centro di Coordinamento direttamente a Tirrenia per il monitoraggio e la gestione di tutte le situazioni critiche che si dovessero verificare a terra. Il Centro sarà dotato di collegamenti satellitari e di una rete radio specifica per poter garantire il rapido scambio di informazioni».
Proviamo a fornire i numeri dell'impegno che sarà messo in campo dalla Protezione Civile.
«Per la parte sanitaria il piano messo a punto dal 118 prevede l’impiego di 14 ambulanze, 2 posti medici avanzati, 3 unità di soccorso rapido (basate su quad e segway) e 10 squadre a piedi distribuite direttamente sugli stabilimenti balneari. Per la parte legata all’antincendio boschivo il piano elaborato congiuntamente con la Regione Toscana prevede l’impiego di 4 squadre con mezzi operativi, oltre a uomini e mezzi dei vigili del fuoco che opereranno sia nell’ambito delle attività di soccorso tecnico urgente sia in quelle dell’antincendio boschivo. Vi saranno poi 30 squadre di volontari per il monitoraggio delle zone più critiche. Una macchina complessa che vede il coinvolgimento di circa 220 persone tra addetti e volontari. Numeri che richiedono un forte sforzo in termini di pianificazione delle attività da svolgere e coordinamento operativo durante l’evento».
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Avete operato recentemente per eventi di simile portata?
«Il raduno degli scout in San Rossore è stato sicuramente un evento con numeri importanti, anche se, essendoci stata una presenza tutta interna alla tenuta, aveva caratteristiche diverse da un punto di vista operativo».
E sul territorio come sono stati impiegati gli uomini della protezione Civile negli ultimi anni?
«Negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare per due volte il rischio di esondazione dell’Arno, gli allagamenti di alcuni quartieri della città e gli incendi dell’estate 2015. Siamo costantemente impegnati per micro-emergenze e durante eventi legati a piogge intense e vento oltre che nelle attività di pianificazione e di prevenzione, svolgendo ogni anno circa 300 interventi».
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