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progetto da modificare
Per la Stazione Marconi la trattativa è in corso
PISA. Dal primo marzo è cominciato l’iter per il passaggio della Stazione Marconi dal Demanio al Comune di Pisa. Il piano di valorizzazione è stato consegnato da Palazzo Gambacorti nelle scorse...
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PISA. Dal primo marzo è cominciato l’iter per il passaggio della Stazione Marconi dal Demanio al Comune di Pisa. Il piano di valorizzazione è stato consegnato da Palazzo Gambacorti nelle scorse settimane. Dopo le prime verifiche sono state chieste integrazioni che riguardano i programmi di gestione. Adeguamenti che gli uffici stanno completando «in modo da riconsegnare il piano nella nuova versione entro giugno», dice l’assessore Andrea Serfogli. L’obiettivo per quest’anno è arrivare alla firma dell’intesa con il Demanio per il trasferimento al Comune. Sarebbe la svolta per la Stazione Marconi, prima con il progetto di recupero e poi con la trasformazione in museo delle telecomunicazioni e sede di start-up.
E qui si arriva ad un altro nodo della vicenda, quello delle risorse economiche. Il Comune ha stanziato un milione di euro, mentre la cifra restante (1,3 milioni) dovrebbe essere coperta dalla Regione. Serve il condizionale perché da Firenze, e non da ora, i finanziamenti annunciati stanno arrivando con sempre maggiori difficoltà. Anche per questo, sempre in collaborazione con la Regione, è cominciata la ricerca di eventuali canali alternativi dai quali far giungere il contributo necessario. Era il 1908 quando re Vittorio Emanuele III concesse a Guglielmo Marconi l’utilizzo di oltre cento ettari a Coltano per costruirvi la prima stazione radiotelegrafica italiana. La palazzina Marconi è in stato di completo abbandono, così come altri ruderi. Niente invece resta della seconda stazione radio, negli anni Trenta considerata tra le più potenti d’Europa. (f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
E qui si arriva ad un altro nodo della vicenda, quello delle risorse economiche. Il Comune ha stanziato un milione di euro, mentre la cifra restante (1,3 milioni) dovrebbe essere coperta dalla Regione. Serve il condizionale perché da Firenze, e non da ora, i finanziamenti annunciati stanno arrivando con sempre maggiori difficoltà. Anche per questo, sempre in collaborazione con la Regione, è cominciata la ricerca di eventuali canali alternativi dai quali far giungere il contributo necessario. Era il 1908 quando re Vittorio Emanuele III concesse a Guglielmo Marconi l’utilizzo di oltre cento ettari a Coltano per costruirvi la prima stazione radiotelegrafica italiana. La palazzina Marconi è in stato di completo abbandono, così come altri ruderi. Niente invece resta della seconda stazione radio, negli anni Trenta considerata tra le più potenti d’Europa. (f.l.)
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