Il presidio
Pisa supera quota 91mila abitanti
Confermato il trend di ripresa dopo anni di calo. E chi esce sceglie soprattutto Cascina e San Giuliano
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PISA. Un passettino alla volta, non un grande salto. Però è un avanzamento costante. E soprattutto in controtendenza rispetto al trend di pochi anni fa. Ora i pisani sono più di 91mila. Per la precisione 91.104. Il numero esce dall’anagrafe del Comune di Pisa e l’amministrazione lo rilancia con evidenza.
Allora la città è tornata attraente, dopo anni di fuga verso i comuni limitrofi, con meno movida e case a prezzi più vantaggiosi? Per una risposta compiuta a questa domanda serviranno altri numeri, dopo essere “entrati” in quegli oltre 91mila residenti. Quanti di questi sono stranieri, quanto aumenta la loro quota? E poi, è un recupero che vede protagonista il centro storico oppure le periferie (o entrambe)? In effetti conviene ricordare che c’è centro storico e centro storico. E che ci sono periferie e periferie. Non tutte le zone sono uguali: hanno costi e vivibilità ben differenti.
Ma restiamo sul numero complessivo. È un dato di fatto che Pisa, dopo diversi anni, abbia ricominciato a crescere tornando sopra la quota dei 90mila residenti. Una lenta risalita che prende origine nel 2007, anno che inverte, al rialzo, la tendenza. Lo spartiacque.
C’è poi un altro momento che cambia il conteggio. Per anni i numeri dati dall’Istat e quelli forniti dal Comune hanno fatto registrare differenze significative. Secondo l’Istat, nel 2011, dopo il censimento, la differenza tra i suoi dati e quelli comunali è di 6mila unità. Non poche. Nel 2011 però inizia la fase di “riallineamento” dei due dati che si conclude nel 2014. Al 1 gennaio 2014 il dato ufficiale è di 88.627 residenti. Al 31 gennaio 2014 è 90.203. A metà 2015 i residenti sono sopra, di poco, ai 90.000. In pratica si consolida il recupero cominciato qualche anno prima, nonostante il “disallineamento”. Nel 2006 i residenti erano 90.450 secondo l’anagrafe del Comune, ma meno per l’Istat. Ad inizio 2016 i residenti erano 90.732. Ieri la conquista di quota 91.104.
Al tirar delle somme, dal 2006 al 2011 i residenti sono aumentati di 1.603 unità. E dal 2011 ad oggi sono altri 1.116 residenti in più (al netto del riallineamento Comune-Istat).
Un altro rilievo statistico interessante è quello che riguarda l’età. Degli oltre 91mila residenti sono 23.053 quelli che superano i 65 anni, circa il 25%. E quelli che hanno fatto il percorso inverso, ovvero che hanno scelto di lasciare la città per altri territori? Secondo quanto appurato dagli uffici di Palazzo Gambacorti, lo ha fatto approdando entro i confini dell’area pisana, privilegiando soprattutto Cascina e San Giuliano. I due comuni limitrofi più vicini ai confini nord ed est. Quasi uno scambio all’interno di quello che è stato definito il maxi-comune dell’area pisana, per un totale di 200mila abitanti. Un’area dai caratteri metropolitani ancora da costruire, nonostante i tentativi fatti e gli slogan lanciati. Ma questo è un altro discorso.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Allora la città è tornata attraente, dopo anni di fuga verso i comuni limitrofi, con meno movida e case a prezzi più vantaggiosi? Per una risposta compiuta a questa domanda serviranno altri numeri, dopo essere “entrati” in quegli oltre 91mila residenti. Quanti di questi sono stranieri, quanto aumenta la loro quota? E poi, è un recupero che vede protagonista il centro storico oppure le periferie (o entrambe)? In effetti conviene ricordare che c’è centro storico e centro storico. E che ci sono periferie e periferie. Non tutte le zone sono uguali: hanno costi e vivibilità ben differenti.
Ma restiamo sul numero complessivo. È un dato di fatto che Pisa, dopo diversi anni, abbia ricominciato a crescere tornando sopra la quota dei 90mila residenti. Una lenta risalita che prende origine nel 2007, anno che inverte, al rialzo, la tendenza. Lo spartiacque.
C’è poi un altro momento che cambia il conteggio. Per anni i numeri dati dall’Istat e quelli forniti dal Comune hanno fatto registrare differenze significative. Secondo l’Istat, nel 2011, dopo il censimento, la differenza tra i suoi dati e quelli comunali è di 6mila unità. Non poche. Nel 2011 però inizia la fase di “riallineamento” dei due dati che si conclude nel 2014. Al 1 gennaio 2014 il dato ufficiale è di 88.627 residenti. Al 31 gennaio 2014 è 90.203. A metà 2015 i residenti sono sopra, di poco, ai 90.000. In pratica si consolida il recupero cominciato qualche anno prima, nonostante il “disallineamento”. Nel 2006 i residenti erano 90.450 secondo l’anagrafe del Comune, ma meno per l’Istat. Ad inizio 2016 i residenti erano 90.732. Ieri la conquista di quota 91.104.
Al tirar delle somme, dal 2006 al 2011 i residenti sono aumentati di 1.603 unità. E dal 2011 ad oggi sono altri 1.116 residenti in più (al netto del riallineamento Comune-Istat).
Un altro rilievo statistico interessante è quello che riguarda l’età. Degli oltre 91mila residenti sono 23.053 quelli che superano i 65 anni, circa il 25%. E quelli che hanno fatto il percorso inverso, ovvero che hanno scelto di lasciare la città per altri territori? Secondo quanto appurato dagli uffici di Palazzo Gambacorti, lo ha fatto approdando entro i confini dell’area pisana, privilegiando soprattutto Cascina e San Giuliano. I due comuni limitrofi più vicini ai confini nord ed est. Quasi uno scambio all’interno di quello che è stato definito il maxi-comune dell’area pisana, per un totale di 200mila abitanti. Un’area dai caratteri metropolitani ancora da costruire, nonostante i tentativi fatti e gli slogan lanciati. Ma questo è un altro discorso.
Francesco Loi
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