Il presidio
Il G7 a Taormina crea code al Galilei
Sospeso il trattato di Schengen fino al 30 maggio Il Silp Cgil: «Controlli più lunghi, il gestore trovi degli spazi»
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PISA. Il G7 a Taormina, in programma il 26 e il 27 maggio, provoca ritardi e file nelle partenze al Galilei.
È uno degli effetti causati, in tutta Italia, per motivi di sicurezza dalla disposizione del ministero dell’Interno. Dal 10 al 30 maggio è, infatti, sospeso il trattato di Schengen per la libera circolazione delle persone.
Tradotto: i passeggeri con voli in partenza in quel lasso di tempo devono recarsi in aeroporto dotati di documento d’identità in corso di validità e in anticipo rispetto ai tempi normalmente previsti, in modo da non incorrere in eventuali ritardi.
È stato facile profeta il Silp Cgil che nei giorni scorsi aveva denunciato i possibili disagi in aeroporto.
«Gli spazi della sala partenze, a seguito di un’intensificazione dei controlli documentali dei passeggeri in transito, essendo ridotti spesso sono saturi con file di attesa che hanno interessato persino la scala mobile che dal piano terra conduce al piano superiore – spiega Claudio Meoli, segretario provinciale –. I passeggeri comprensibilmente nervosi per la situazione in più occasioni si sono persino sfogati della disorganizzazione apostrofando il personale della polizia con frasi ingiuriose».
Secondo il sindacato per evitare il ritardo dei voli in partenza, circostanza già accaduta, agli agenti, «che già soffrono sia della carenza organica che di una opinabile gestione che ha incrementato gli organici degli uffici burocratici, viene chiesto di trattenersi oltre l’orario consentito o di rinunciare ai pochi giorni di ferie».
Per il Silp Cgil Toscana Aeroporti Spa deve provvedere ad adottare soluzioni strutturali destinate a fronteggiare prevedibili momenti di emergenza come quello attuale connesso alla sospensione di Schengen.
«La risposta non può essere solo il ricorso all’abnegazione del personale dell’ente di gestione che opera nello scalo aereo - conclude Meoli – o di quello di polizia che per funzione non è deputato solo al controllo documentale ma anche a garantire la sicurezza dello scalo. In questo caso le soluzioni devono riguardare gli spazi relativi alle aree destinate ai passeggeri nelle fasi che precedono i controlli e l’imbarco sul volo. Aree che non possono essere saturate da esercizi commerciali costringendo i passeggeri a file in spazi angusti nell’area degli imbarchi ed esponendoli ai rischi connessi a una possibile minore efficacia del sistema sicurezza congestionato da una promiscuità di passeggeri, bagagli, accompagnatori ed avventori di esercizi commerciali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È uno degli effetti causati, in tutta Italia, per motivi di sicurezza dalla disposizione del ministero dell’Interno. Dal 10 al 30 maggio è, infatti, sospeso il trattato di Schengen per la libera circolazione delle persone.
Tradotto: i passeggeri con voli in partenza in quel lasso di tempo devono recarsi in aeroporto dotati di documento d’identità in corso di validità e in anticipo rispetto ai tempi normalmente previsti, in modo da non incorrere in eventuali ritardi.
È stato facile profeta il Silp Cgil che nei giorni scorsi aveva denunciato i possibili disagi in aeroporto.
«Gli spazi della sala partenze, a seguito di un’intensificazione dei controlli documentali dei passeggeri in transito, essendo ridotti spesso sono saturi con file di attesa che hanno interessato persino la scala mobile che dal piano terra conduce al piano superiore – spiega Claudio Meoli, segretario provinciale –. I passeggeri comprensibilmente nervosi per la situazione in più occasioni si sono persino sfogati della disorganizzazione apostrofando il personale della polizia con frasi ingiuriose».
Secondo il sindacato per evitare il ritardo dei voli in partenza, circostanza già accaduta, agli agenti, «che già soffrono sia della carenza organica che di una opinabile gestione che ha incrementato gli organici degli uffici burocratici, viene chiesto di trattenersi oltre l’orario consentito o di rinunciare ai pochi giorni di ferie».
Per il Silp Cgil Toscana Aeroporti Spa deve provvedere ad adottare soluzioni strutturali destinate a fronteggiare prevedibili momenti di emergenza come quello attuale connesso alla sospensione di Schengen.
«La risposta non può essere solo il ricorso all’abnegazione del personale dell’ente di gestione che opera nello scalo aereo - conclude Meoli – o di quello di polizia che per funzione non è deputato solo al controllo documentale ma anche a garantire la sicurezza dello scalo. In questo caso le soluzioni devono riguardare gli spazi relativi alle aree destinate ai passeggeri nelle fasi che precedono i controlli e l’imbarco sul volo. Aree che non possono essere saturate da esercizi commerciali costringendo i passeggeri a file in spazi angusti nell’area degli imbarchi ed esponendoli ai rischi connessi a una possibile minore efficacia del sistema sicurezza congestionato da una promiscuità di passeggeri, bagagli, accompagnatori ed avventori di esercizi commerciali».
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