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La ministra apre a Barone «Iter veloci per assumere» 

La ministra apre a Barone «Iter veloci per assumere» 

Valeria Fedeli benedice la fusione fra Normale, Sant’Anna e Iuss di Pavia  Perata: uniti possiamo puntare ai primi posti delle classifiche internazionali 

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PISA. L’obiettivo è chiaro. E lo dichiara il rettore del Sant’Anna Pierdomenico Perata anche per i colleghi di Normale e Iuss di Pavia Vincenzo Barone e Michele Di Francesco: fondersi per diventare più forti e competitivi, unirsi per raggiungere i migliori e arrivare lassù, in vetta ai ranking internazionali delle università del mondo. C’è già anche un antagonista a cui lanciare la sfida, il Caltech, il California Institute of technology.
«Una comunità da duemila studenti, non grande e non generalista. Eppure è la seconda al mondo. Oggi è il quadruplo di ognuna delle nostre Scuole superiori, ma unendoci raggiungeremo dimensioni simili. Possiamo arrivarci anche noi». In fondo nessuno se lo nasconde. A questo serve la federazione fra Normale, Sant’Anna e Iuss di Pavia. Un’unica governance, uno stesso motore per integrare attività, corsi e competenze e far diventare attrice protagonista l’Italia sulla scena internazionale della ricerca e dell’alta formazione attraverso i suoi atenei di eccellenza.
Per questo è importantissima la “benedizione” di Valeria Fedeli. «In un Paese generalmente poco incline a fare sistema e a collaborare – dice la ministra dell’Istruzione nella sala Azzurra di Palazzo della Carovana – la creazione di una federazione tra istituzioni universitarie certamente un segnale molto positivo. Ancora di più se la sinergia è promossa da università d’eccellenza. Questo progetto può contare su due sostegni: un finanziamento assegnato a 165 atenei nel piano triennale 2016-18, in totale 146 milioni che consentiranno anche di assumere ricercatori, e poi un piano speciale per che premierà i migliori dipartimenti».
Fedeli apre anche a una richiesta di Barone sul reclutamento dei docenti. Da tempo il direttore della Normale chiede la possibilità di scegliere con una chiamata diretta i docenti all’estero in tempi rapidi e ottenere un margine di flessibilità nell’assegnazione di parte dello stipendio. «Sulla chiamata sono d’accordo - dice la ministra - per la flessibilità invece dobbiamo tenere conto dei limiti di spesa».
«La federazione darà maggiori opportunità agli studenti italiani più meritevoli di trovare la più ampia scelta tra i nostri percorsi di studio e ricerca. Le offerte formative dei tre atenei - hanno aggiunto i tre rettori - non sono sovrapponibili ma perfettamente integrabili, gli studenti così potranno ampliare la loro preparazione. Crediamo che l'inclusione del diverso, del lontano dai propri interessi, anche rispetto alle materie di studio universitarie, contribuisca non solo ad arricchire in maniera significativa la preparazione, ma possa stimolare nuove forme di sapere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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