«Un secondo cambia tutto ma non cambia l’amore»
di Carlo Venturini
Masini ospite del Tirreno: «Chi mi piace ascoltare? Gabbani»
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PISA. «La vita la si capisce guardando indietro ma andando avanti» . Marco Masini dopo sei anni senza aver prodotto un vero e proprio album, si ripresenta con 12 tracce nuove contenute in “Spostato di un secondo” e sarà presentato al Teatro Verdi domenica 14 maggio. Tutto torna dove è nato, scrive il cantante fiorentino nel pezzo “Tu non esisti” .
Quindi sei tornato?
«Non sono andato da nessuna parte se non a fare concerti, comporre testi, fare insomma quello che so fare. Comunque sì sono tornato. Non sono lo stesso di prima ma faccio le stesse cose. Sono un musicista. Ho iniziato che avevo 14 anni. In questi anni ho continuato a cercare e trovare emozioni e fotografarle per regalarle. L’ho fatto anche sperimentando ma ciò che conta è rimanere sempre coerenti con se stessi» .
Nell’album si notano influenze elettroniche marcate o meglio diverse da quelle a cui ci hai abituato.
«Me lo sono già sentito dire. Però, in realtà, faccio un uso dell’elettronica diverso da quello che si faceva negli anni ’80 e poi ’90. Oggi uso lo smartphone e non il telefono a gettoni».
Le influenze elettroniche sono in realtà sempre “al servizo” dell’inconfondibile voce al limite di una raucedine forzata e della sua capacità di storyteller. Come sarebbe il mondo se venisse spostato di un secondo?
«Sarebbe tutto diverso a parte l’amore. L’allineamento temporale non è facile quando uno vorrebbe vivere in un’altra realtà, scegliere e decidere qualcosa. Uno vorrebbe arrivare un secondo prima per decidere e scegliere forse meglio. L’amore però non è una scelta. Rifarei tante cose che ho fatto e che vorrei fare in maniera diversa ma con l’amore non funziona così. Non si impara nulla. Ci si ricasca».
Come hai esorcizzato i tuoi demoni e come li esorcizzi ora?
«Non ho demoni. Penso che il peggior demone che una persona abbia sia l’altra parte di sé. Il mio peggior demone penso di essere io, io stesso».
Del panorama musicale toscano chi ti piace?
«Gabbani. Gabbani è bravo ha molto da dire. Si impegna. Poi non so...» .
I pisani? Zen Circus, Gatti Mézzi, Motta...
«Li conosco un po’ così di rapina. Insomma è come se mi chiedessero di parlare della Pro Vercelli. Non sono un tuttologo».
Masini sull’avambraccio ha un nome tatuato: Anna. È sua madre che cantava e suonava il pianoforte. Masini accompagnava i suoi genitori a ballare e una volta sorprese tutti, salì sul palco per cantare “L’edera” di Nilla Pizza. È morta quando lui aveva 17 anni. Era militare e non è potuto starle vicino negli ultimi anni di vita.
Il cantante, domani sera al Verdi, porterà live le canzoni del nuovo album “Spostato di un secondo”, ma anche i vecchi successi, talvolta riadattati alle nuove sonorità electro pop. Non svela nulla neppure alle fan presenti in redazione. Sul palco ci sarà un Masini “rivisto” , «anche i pezzi storici sono gli stessi ma al tempo stesso no» . L’album ha brani energici e ballad incalzanti, che valorizzano l’inconfondibile timbro vocale, e scenografie a led create ad hoc.
Marco Masini è accompagnato dalla sua band composta da Massimiliano Agati (batteria), Cesare Chiodo (basso), Antonio Iammarino (tastiere), Alessandro Magnalasche (chitarra elettrica ed acustica) e Stefano Cerisoli (chitarra elettrica ed acustica). È in radio “Tu non esisti”, il secondo singolo estratto dal suo nuovo album di inediti “Spostato di un secondo” (Sony Music Italy). “Tu non esisti” rilegge la reazione dell’uomo che viene lasciato, già raccontata nella famosa “Bella stronza”, con più maturità. L’album “Spostato di un secondo” è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e sulle principali piattaforme streaming. In questo disco variegato e moderno, il tema centrale è la rilettura del tempo trascorso senza nostalgia ma con consapevolezza. L’album contiene anche il brano omonimo “Spostato di un secondo” con cui l’artista è stato in gara nella sezione Campioni al 67° Festival di Sanremo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quindi sei tornato?
«Non sono andato da nessuna parte se non a fare concerti, comporre testi, fare insomma quello che so fare. Comunque sì sono tornato. Non sono lo stesso di prima ma faccio le stesse cose. Sono un musicista. Ho iniziato che avevo 14 anni. In questi anni ho continuato a cercare e trovare emozioni e fotografarle per regalarle. L’ho fatto anche sperimentando ma ciò che conta è rimanere sempre coerenti con se stessi» .
Nell’album si notano influenze elettroniche marcate o meglio diverse da quelle a cui ci hai abituato.
«Me lo sono già sentito dire. Però, in realtà, faccio un uso dell’elettronica diverso da quello che si faceva negli anni ’80 e poi ’90. Oggi uso lo smartphone e non il telefono a gettoni».
Le influenze elettroniche sono in realtà sempre “al servizo” dell’inconfondibile voce al limite di una raucedine forzata e della sua capacità di storyteller. Come sarebbe il mondo se venisse spostato di un secondo?
«Sarebbe tutto diverso a parte l’amore. L’allineamento temporale non è facile quando uno vorrebbe vivere in un’altra realtà, scegliere e decidere qualcosa. Uno vorrebbe arrivare un secondo prima per decidere e scegliere forse meglio. L’amore però non è una scelta. Rifarei tante cose che ho fatto e che vorrei fare in maniera diversa ma con l’amore non funziona così. Non si impara nulla. Ci si ricasca».
Come hai esorcizzato i tuoi demoni e come li esorcizzi ora?
«Non ho demoni. Penso che il peggior demone che una persona abbia sia l’altra parte di sé. Il mio peggior demone penso di essere io, io stesso».
Del panorama musicale toscano chi ti piace?
«Gabbani. Gabbani è bravo ha molto da dire. Si impegna. Poi non so...» .
I pisani? Zen Circus, Gatti Mézzi, Motta...
«Li conosco un po’ così di rapina. Insomma è come se mi chiedessero di parlare della Pro Vercelli. Non sono un tuttologo».
Masini sull’avambraccio ha un nome tatuato: Anna. È sua madre che cantava e suonava il pianoforte. Masini accompagnava i suoi genitori a ballare e una volta sorprese tutti, salì sul palco per cantare “L’edera” di Nilla Pizza. È morta quando lui aveva 17 anni. Era militare e non è potuto starle vicino negli ultimi anni di vita.
Il cantante, domani sera al Verdi, porterà live le canzoni del nuovo album “Spostato di un secondo”, ma anche i vecchi successi, talvolta riadattati alle nuove sonorità electro pop. Non svela nulla neppure alle fan presenti in redazione. Sul palco ci sarà un Masini “rivisto” , «anche i pezzi storici sono gli stessi ma al tempo stesso no» . L’album ha brani energici e ballad incalzanti, che valorizzano l’inconfondibile timbro vocale, e scenografie a led create ad hoc.
Marco Masini è accompagnato dalla sua band composta da Massimiliano Agati (batteria), Cesare Chiodo (basso), Antonio Iammarino (tastiere), Alessandro Magnalasche (chitarra elettrica ed acustica) e Stefano Cerisoli (chitarra elettrica ed acustica). È in radio “Tu non esisti”, il secondo singolo estratto dal suo nuovo album di inediti “Spostato di un secondo” (Sony Music Italy). “Tu non esisti” rilegge la reazione dell’uomo che viene lasciato, già raccontata nella famosa “Bella stronza”, con più maturità. L’album “Spostato di un secondo” è disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e sulle principali piattaforme streaming. In questo disco variegato e moderno, il tema centrale è la rilettura del tempo trascorso senza nostalgia ma con consapevolezza. L’album contiene anche il brano omonimo “Spostato di un secondo” con cui l’artista è stato in gara nella sezione Campioni al 67° Festival di Sanremo.
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