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Birrifici plurititolati protagonisti della kermesse
BiRen di Ferrara, Badalà di Montemurlo, Mastio di Urbisaglia, Canediguerra di Alessandria ed Eastside Brewing di Latina
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PISA. Seconda giornata, oggi, di “BeeRiver” alla Stazione Leopolda, kermesse dedicata alle birre di qualità. Passiamo in rassegna con un primo elenco i birrifici artigianali che quest’anno vi sono ospitati.
BiRen-Birrificio Renazzese (Sant’Agostino, Ferrara). Una giacca ben decorata di medaglie al valor brassicolo è quella indossata da Andrea Govoni, fondatore di BiRen e responsabile delle sale cottura dell’impianto emiliano, nella cui gestione è ormai stabilmente affiancato dal figlio Matteo, un tandem familiare il cui affiatamento ha meritato, solo negli ultimi mesi, ben quattro riconoscimenti di assoluto spessore: l’argento con la Philippe all’European Beer Stars 2016, l’argento con la Extra-Charlotte e il bronzo nelle rispettive categorie sia con la Charlotte sia con la Sabine a Birra dell’Anno 2017.
Birrificio Badalà (Montemurlo, Prato). In un’edizione che registra tre marchi a rappresentare il movimento artigianale toscano, il primo che presentiamo è quello di un birrificio con il quale BeeRiver registra un gradito ritorno. Il birrificio pratese rientra in pista con la sua profonda toscanità evidente fin dal nome, Badalà, ovvero guarda là. In effetti alle creazioni del produttore Alberto Lorenzo c’è da guardare eccome: la sua versatilità lo porta a toccare i tasti delle numerose tipologie brassicole con curiosità e sensibilità, facendosi apprezzare soprattutto per il dosato uso del luppolo.
Birrificio Il Mastio (Urbisaglia, Macerata). La rappresentanza del fianco adriatico dello Stivale è affidata ad una realtà marchigiana che ha scelto di assumere per sé nel 2012 come nome d’arte Il Mastio, ricalcando l’appellativo del torrione più possente della rocca di Urbisaglia. Pronunciata la volontà dei suoi titolari, i fratelli Sabastiano e Lorenzo Nabissi, di manifestare a chiare lettere il legame della propria iniziativa con il territorio circostante e le sue vocazioni: il birrificio maceratese ha percorso un cammino di crescita graduale, risultato particolarmente denso di soddisfazioni. Dopo il certificato d’eccellenza ottenuto dal Brussel Beer Challenge 2016 per la Road77, il Barcellona Beer Challenge 2017 ha regalato ben quattro medaglie: oro per Corrosipa e Litha e argento per Road 77 e Rifle. La Guida alle Birre d’Italia 2017 (Slow Food Editore) ha invece assegnato alla Helvia il riconoscimento di Birra Quotidiana.
Canediguerra (Alessandria). Il marchio è sulla scena dal 2015, ma dietro a questo nome curioso e facile da ricordare sta la figura di un birraio davvero di lungo corso. Si tratta di Alessio “Allo” Gatti, il quale, dopo aver debuttato nel 2006 in forza allo staff di Brùton, ha vissuto una carriera da girovago, maturando esperienze presso realtà di assoluto valore, quali Birra del Borgo, Toccalmatto, Brewfist e Bad Attitude. Con il ritorno a casa ad Alessandria il team piemontese ha raccolto quattro riconoscimenti nella Guida alle Birre d’Italia 2017 edita da Slow Food: il Fusto per la qualità complessiva dei prodotti, in particolare alla spina, il titolo di Grande Birra con la Brown Porter e con la Double Ipa e quello di Birra Quotidiana con la Bohemian Pilsner, mentre lo stesso Gatti si è piazzato terzo all’ultima edizione di Birraio dell’Anno.
Eastside Brewing (Latina). È un’allegra banda di luppolatori quella che dal 2012 opera sotto le insegne di Eastside, contribuendo a movimentare lo scenario della birra artigianale nel Lazio. Nella ciurma di Eastside il compito di elaborare le ricette e curare la loro trasformazione in pinte è affidato a Luciano Landolfi, arrivato tra i cinque finalisti nella categoria emergenti all’ultima edizione del premio Birraio dell’Anno. Quanto ai riconoscimenti recenti alle singole birre evidenziamo il titolo di Grande Birra per la Seranera nella Guida alle Birre d’Italia 2017 e la medaglia d’oro per la Bear Away al Barcellona Beer Challenge 2017.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
BiRen-Birrificio Renazzese (Sant’Agostino, Ferrara). Una giacca ben decorata di medaglie al valor brassicolo è quella indossata da Andrea Govoni, fondatore di BiRen e responsabile delle sale cottura dell’impianto emiliano, nella cui gestione è ormai stabilmente affiancato dal figlio Matteo, un tandem familiare il cui affiatamento ha meritato, solo negli ultimi mesi, ben quattro riconoscimenti di assoluto spessore: l’argento con la Philippe all’European Beer Stars 2016, l’argento con la Extra-Charlotte e il bronzo nelle rispettive categorie sia con la Charlotte sia con la Sabine a Birra dell’Anno 2017.
Birrificio Badalà (Montemurlo, Prato). In un’edizione che registra tre marchi a rappresentare il movimento artigianale toscano, il primo che presentiamo è quello di un birrificio con il quale BeeRiver registra un gradito ritorno. Il birrificio pratese rientra in pista con la sua profonda toscanità evidente fin dal nome, Badalà, ovvero guarda là. In effetti alle creazioni del produttore Alberto Lorenzo c’è da guardare eccome: la sua versatilità lo porta a toccare i tasti delle numerose tipologie brassicole con curiosità e sensibilità, facendosi apprezzare soprattutto per il dosato uso del luppolo.
Birrificio Il Mastio (Urbisaglia, Macerata). La rappresentanza del fianco adriatico dello Stivale è affidata ad una realtà marchigiana che ha scelto di assumere per sé nel 2012 come nome d’arte Il Mastio, ricalcando l’appellativo del torrione più possente della rocca di Urbisaglia. Pronunciata la volontà dei suoi titolari, i fratelli Sabastiano e Lorenzo Nabissi, di manifestare a chiare lettere il legame della propria iniziativa con il territorio circostante e le sue vocazioni: il birrificio maceratese ha percorso un cammino di crescita graduale, risultato particolarmente denso di soddisfazioni. Dopo il certificato d’eccellenza ottenuto dal Brussel Beer Challenge 2016 per la Road77, il Barcellona Beer Challenge 2017 ha regalato ben quattro medaglie: oro per Corrosipa e Litha e argento per Road 77 e Rifle. La Guida alle Birre d’Italia 2017 (Slow Food Editore) ha invece assegnato alla Helvia il riconoscimento di Birra Quotidiana.
Canediguerra (Alessandria). Il marchio è sulla scena dal 2015, ma dietro a questo nome curioso e facile da ricordare sta la figura di un birraio davvero di lungo corso. Si tratta di Alessio “Allo” Gatti, il quale, dopo aver debuttato nel 2006 in forza allo staff di Brùton, ha vissuto una carriera da girovago, maturando esperienze presso realtà di assoluto valore, quali Birra del Borgo, Toccalmatto, Brewfist e Bad Attitude. Con il ritorno a casa ad Alessandria il team piemontese ha raccolto quattro riconoscimenti nella Guida alle Birre d’Italia 2017 edita da Slow Food: il Fusto per la qualità complessiva dei prodotti, in particolare alla spina, il titolo di Grande Birra con la Brown Porter e con la Double Ipa e quello di Birra Quotidiana con la Bohemian Pilsner, mentre lo stesso Gatti si è piazzato terzo all’ultima edizione di Birraio dell’Anno.
Eastside Brewing (Latina). È un’allegra banda di luppolatori quella che dal 2012 opera sotto le insegne di Eastside, contribuendo a movimentare lo scenario della birra artigianale nel Lazio. Nella ciurma di Eastside il compito di elaborare le ricette e curare la loro trasformazione in pinte è affidato a Luciano Landolfi, arrivato tra i cinque finalisti nella categoria emergenti all’ultima edizione del premio Birraio dell’Anno. Quanto ai riconoscimenti recenti alle singole birre evidenziamo il titolo di Grande Birra per la Seranera nella Guida alle Birre d’Italia 2017 e la medaglia d’oro per la Bear Away al Barcellona Beer Challenge 2017.
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