Il presidio
Acqua più cara per centinaia di utenti
di Valentina Landucci
Colpa di un errore nelle vecchie bollette relativo al calcolo dei consumi per chi è collegato a un contatore “pilota”
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PISA. Ad accorgersene sono stati gli utenti (pochi) più scrupolosi. Quelle (poche) decine di euro in più nell’ultima bolletta dell’acqua a fronte di consumi pressoché identici dovevano avere una qualche spiegazione. E così si sono messi ad analizzare la fattura inviata nelle case dei pisani dal gestore del servizio idrico integrato, Acque spa. E cerca che ti ricerca la voce “aumentata” è saltata fuori. Da qui a capire di cosa si trattasse però ce n’è voluto.
Perché cosa fosse quella “tariffa quantità ripartizione pilota” a una prima domanda neppure gli addetti di Acque spa hanno saputo dare una risposta. E nessuno di loro, peraltro, ha saputo specificare agli utenti preoccupati perché il costo (in euro al metro cubo) di quella voce fosse, da gennaio a aprile, aumentato di ben 10 volte.
C’è voluta la disponibilità - immediata - dei vertici di Acque spa per venire a capo dell’apparente giallo delle bollette più care. Nessun «errore nel calcolo al quale seguirà un conguaglio» come è stato risposto a qualcuno degli utenti. Nessun aggravio dei costi «per una perdita occulta della rete» come invece è stato detto ad altri.
La “tariffa quantità ripartizione pilota” in bolletta è passata da 0,163 euro al metro cubo a 1,63 euro al metro cubo per il semplice fatto che la cifra applicata fino a gennaio era sbagliata, come ha avuto modo di spiegare il presidente di Acque spa, Giuseppe Sardu.
Il disguido riguarda solo le utenze i cui consumi vengono calcolati sulla base del proprio contatore ma anche di un contatore “pilota” a servizio di un gruppo di case, di un piccolo quartiere o di un palazzo. Un contatore “condominiale” «che misura il consumo in ingresso per un gruppo di abitazioni - spiega Acque spa - ciascuna delle quali ha comunque un’utenza specifica provvista di contatore. Ogni utente paga i propri consumi più la quota parte dei consumi eccedenti – laddove presenti - rilevata tra il contatore pilota e quelli privati».
Sono i metri cubi eccedenti che l’utente, fino ad oggi, ha pagato meno del previsto. «A causa di un mero errore informatico, ad alcune utenze servite da contatore pilota è stata applicata una tariffa errata alla voce specifica - continua l’azienda dell’Acqua - Precisamente è stata applicata la tariffa che viene utilizzata nei casi di perdita occulta, che è un decimo della tariffa base». Motivo per il quale il costo della “tariffa quantità ripartizione pilota” nelle ultime bollette appare moltiplicato per dieci. «La conseguenza dell’errore - spiega ancora l’azienda- è stato in sostanza un pagamento inferiore a quanto dovuto. Per questo, una volta accertato il problema, si è provveduto alla correzione della voce per la bollette in attesa di emissione, mentre per le altre si è proceduto al ricalcolo sulla base della tariffa corretta, colmando la differenza con le successive bollette».
La situazione riguarda un numero limitato di utenti, qualche centinaio, dato che non sono molti i pisani per i quali i consumi vengono calcolati anche in virtù del contatore pilota. «Si è comunque trattato di un errore - spiega Sardu - che non ci doveva essere e del quale ci scusiamo con i cittadini. Un errore che generalmente incide in fattura per importi minimi, poiché riguardanti esclusivamente la quota eccedente i consumi privati».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Perché cosa fosse quella “tariffa quantità ripartizione pilota” a una prima domanda neppure gli addetti di Acque spa hanno saputo dare una risposta. E nessuno di loro, peraltro, ha saputo specificare agli utenti preoccupati perché il costo (in euro al metro cubo) di quella voce fosse, da gennaio a aprile, aumentato di ben 10 volte.
C’è voluta la disponibilità - immediata - dei vertici di Acque spa per venire a capo dell’apparente giallo delle bollette più care. Nessun «errore nel calcolo al quale seguirà un conguaglio» come è stato risposto a qualcuno degli utenti. Nessun aggravio dei costi «per una perdita occulta della rete» come invece è stato detto ad altri.
La “tariffa quantità ripartizione pilota” in bolletta è passata da 0,163 euro al metro cubo a 1,63 euro al metro cubo per il semplice fatto che la cifra applicata fino a gennaio era sbagliata, come ha avuto modo di spiegare il presidente di Acque spa, Giuseppe Sardu.
Il disguido riguarda solo le utenze i cui consumi vengono calcolati sulla base del proprio contatore ma anche di un contatore “pilota” a servizio di un gruppo di case, di un piccolo quartiere o di un palazzo. Un contatore “condominiale” «che misura il consumo in ingresso per un gruppo di abitazioni - spiega Acque spa - ciascuna delle quali ha comunque un’utenza specifica provvista di contatore. Ogni utente paga i propri consumi più la quota parte dei consumi eccedenti – laddove presenti - rilevata tra il contatore pilota e quelli privati».
Sono i metri cubi eccedenti che l’utente, fino ad oggi, ha pagato meno del previsto. «A causa di un mero errore informatico, ad alcune utenze servite da contatore pilota è stata applicata una tariffa errata alla voce specifica - continua l’azienda dell’Acqua - Precisamente è stata applicata la tariffa che viene utilizzata nei casi di perdita occulta, che è un decimo della tariffa base». Motivo per il quale il costo della “tariffa quantità ripartizione pilota” nelle ultime bollette appare moltiplicato per dieci. «La conseguenza dell’errore - spiega ancora l’azienda- è stato in sostanza un pagamento inferiore a quanto dovuto. Per questo, una volta accertato il problema, si è provveduto alla correzione della voce per la bollette in attesa di emissione, mentre per le altre si è proceduto al ricalcolo sulla base della tariffa corretta, colmando la differenza con le successive bollette».
La situazione riguarda un numero limitato di utenti, qualche centinaio, dato che non sono molti i pisani per i quali i consumi vengono calcolati anche in virtù del contatore pilota. «Si è comunque trattato di un errore - spiega Sardu - che non ci doveva essere e del quale ci scusiamo con i cittadini. Un errore che generalmente incide in fattura per importi minimi, poiché riguardanti esclusivamente la quota eccedente i consumi privati».
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