Il presidio
Promossi il Pisamover e le mura
Lo rilevano le interviste di Confesercenti agli operatori turistici pisani
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Propensione alla spesa, punti di maggiore attrazione, criticità. Sono questi altri tre temi trattati nel bollettino Confesercenti coinvolgendo ancora una volta gli imprenditori. Sulla propensione alla spesa il 64% degli intervistati ha risposto positivamente, notando un cambiamento rispetto agli anni passati. Relativamente ai punti più richiesti e di maggior interesse per i clienti delle strutture ricettive (escludendo quindi il turista di passaggio con permanenza inferiore alla giornata), gli operatori intervistati, potendo esprimere diverse scelte hanno indicato in netta prevalenza il complesso monumentale del Duomo davanti a piazza dei Cavalieri. La cosa che colpisce, però, che al terzo posto tra le attrazioni maggiormente richieste c’è Firenze. «Questo – spiega Marco Ricci – mostra quanto Pisa non sappia ancora farsi valere a pieno per le proprie specificità, eccetto il Duomo e piazza dei Cavalieri, costituendo ancora un punto di partenza per la visita di altre città (tra quelle segnalate anche Lucca, Volterra e le Cinque Terre). Necessario quindi un programma informativo che non parta dalla stessa città (quando il turista è già arrivato) ma sappia accendere la curiosità ancor prima della partenza, potendo essere inserito nelle tappe desiderate della vacanza». Dalle rilevazioni di Confesercenti emerge poi il giudizio più che positivo degli operatori sulla camminamento in quota sulle mura con la speranza di una buona gestione e soprattutto di una capillare promozione verso i turisti. Il 36% degli intervistati ritiene poi positivo il nuovo Pisamover anche se, ovviamente, è troppo presto per comprenderne i reali benefici. Negativa invece la considerazione del litorale che non riesce ancora ad attrarre il turista non esclusivamente balneare. Infine alcune criticità. Conclude Marco Ricci: «I punti di criticità non mancano: tanti operatori hanno espresso chiaramente il disagio di operare in zone poco sicure, trasandate e sporche, frequentate da emarginati e venditori abusivi che mettono a rischio sia l’incolumità che la buona immagine della città, oppure di subire una concorrenza sleale da parte di una ricettività sommersa di cui non si conosce neanche l’effettiva consistenza e che sottrae clienti, peggiorando la stessa immagine della ricettività cittadina. Una buona percentuale degli alberghi della città sono in vendita: le stesse catene alberghiere passano “di mano” piuttosto velocemente, in alcuni casi vi sono ritardi di pagamento nel personale. Tutti sintomi di una certa difficoltà del settore alberghiero, e quello che è più grave è che avviene in un momento di ripresa dei movimenti; la città richiama ancora troppo un turismo “low cost” veicolato in buona parte dai portali web».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google