Il niet della “rossa” Riglione «Qui Povia non può cantare»
di Danilo Renzullo
Annullato il concerto del cantante originariamente fissato per il 24 maggio. L’artista attacca l’Arci e le lobby degli omosessuali con un duro post su Facebook. Si dimette il presidente del circolo
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PISA. Nel calderone delle accuse ci finiscono un po’ tutti. Dalla “lobby” degli omosessuali a quella dei circoli Arci. Dai “comunistelli” ai moderni socialisti, tutti complici della «dittatura che stiamo vivendo» e colpevoli, secondo Povia, di togliere spazio alla sua musica e di aver costretto i responsabili del circolo Arci Pisanello ad annullare il concerto programmato per il prossimo 24 maggio. Quando, a Riglione, avrebbe dovuto esibirsi il cantante diventato famoso per il tormentone “I bambini fanno ooh” e per le sue idee euroscettiche e sovraniste, spesso accostate a quelle dell’ultradestra e più volte finite al centro di polveroni e di critiche. Che lo hanno spinto a sorprendersi quando da un “circolo rosso” è arrivato l’invito ad esibirsi in concerto, per poi ritornare sui suoi passi quando è stata comunicata la decisione di annullare l’iniziativa perché le sue idee non sarebbero in linea con lo statuto dell’associazione.
«Un circolo Arci invita Povia? Finalmente, forse qualcuno ha capito che non sono schierato con nessuno, che non ho mai avuto una tessera di un partito, che sono un uomo libero ed esprimo le mie idee con la musica», sottolinea sorpreso l’artista, nel 2006 vincitore del Festival di Sanremo con il brano “Vorrei avere il becco”, in un video postato sul suo profilo Facebook che, più che uno sfogo contro l’Arci e tutte le “lobby” che rappresenterebbe, è diventato una disquisizione intorno all’annullamento dell’esibizione. Conseguenza, secondo il cantante, «della dittatura, in cui c’entra anche la lobby omosessuale (ma non chi semplicemente conduce uno stile di vita gay) che stiamo vivendo». «Per me è un danno non fare un concerto», specifica Povia, evidenziando soprattutto il problema di quelle associazioni «diventate serve del potere culturale che a partire dagli Settanta lavora per metterci l’uno contro l’altro». Lo stesso “potere” che secondo il cantautore avrebbe spinto l’Arci ad inoltrare al presidente del circolo di via Marsala, Nico Palla - che ha deciso anche di dimettersi dall’incarico -, un’email in cui si criticavano le posizioni politiche e le idee di Povia, pressando il presidente affinché annullasse l’evento. Fino alla decisione di cancellare la data.
«La conseguenza di una persona impaurita dalla possibile reazione di chi durante il concerto (centri sociali compresi, ndr) avrebbe potuto spaccare le casse o far casino», continua l’artista in una sorta di catastrofica ricostruzione dell’accaduto. Pochi giorni fa, quando i responsabili del circolo hanno comunicato l’organizzazione dell’iniziativa, prevista anche per rinsaldare le casse dell’associazione, la risposta è stata tutt’altro che positiva. «Senza nessun obbligo - spiega il presidente dimissionario - hanno evidenziato che sarebbe stata un’iniziativa controproducente, anche perché le idee del cantante non rispecchiano quelle dello statuto dell’Arci. Abbiamo quindi preferito annullare l’iniziativa, come successo altre volte in passato: gli eventi si organizzano, ma si possono anche disdire».
Ieri sera, durante la seduta del consiglio, Palla ha presentato le dimissioni. «Sono una persona corretta - specifica - e per questo ho deciso di rimettere l’incarico». Nei prossimi giorni un incontro chiarirà i vari passaggi dell’iter che hanno portato alla decisione di invitare il cantautore e quelli che invece hanno spinto gli organizzatori a fare marcia indietro su quel concerto che secondo il cantautore e blogger originario di Milano «avrebbe portato un pizzico di intelligenza e di cultura in più in un posto dove di intelligenza ce n’è pochissima».
Annullato il concerto nella “rossa” Riglione, c’è chi a corredo del post del cantante, chiede alla sindaca Susanna Ceccardi di invitare Povia ad esibirsi nella “leghista” Cascina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Un circolo Arci invita Povia? Finalmente, forse qualcuno ha capito che non sono schierato con nessuno, che non ho mai avuto una tessera di un partito, che sono un uomo libero ed esprimo le mie idee con la musica», sottolinea sorpreso l’artista, nel 2006 vincitore del Festival di Sanremo con il brano “Vorrei avere il becco”, in un video postato sul suo profilo Facebook che, più che uno sfogo contro l’Arci e tutte le “lobby” che rappresenterebbe, è diventato una disquisizione intorno all’annullamento dell’esibizione. Conseguenza, secondo il cantante, «della dittatura, in cui c’entra anche la lobby omosessuale (ma non chi semplicemente conduce uno stile di vita gay) che stiamo vivendo». «Per me è un danno non fare un concerto», specifica Povia, evidenziando soprattutto il problema di quelle associazioni «diventate serve del potere culturale che a partire dagli Settanta lavora per metterci l’uno contro l’altro». Lo stesso “potere” che secondo il cantautore avrebbe spinto l’Arci ad inoltrare al presidente del circolo di via Marsala, Nico Palla - che ha deciso anche di dimettersi dall’incarico -, un’email in cui si criticavano le posizioni politiche e le idee di Povia, pressando il presidente affinché annullasse l’evento. Fino alla decisione di cancellare la data.
«La conseguenza di una persona impaurita dalla possibile reazione di chi durante il concerto (centri sociali compresi, ndr) avrebbe potuto spaccare le casse o far casino», continua l’artista in una sorta di catastrofica ricostruzione dell’accaduto. Pochi giorni fa, quando i responsabili del circolo hanno comunicato l’organizzazione dell’iniziativa, prevista anche per rinsaldare le casse dell’associazione, la risposta è stata tutt’altro che positiva. «Senza nessun obbligo - spiega il presidente dimissionario - hanno evidenziato che sarebbe stata un’iniziativa controproducente, anche perché le idee del cantante non rispecchiano quelle dello statuto dell’Arci. Abbiamo quindi preferito annullare l’iniziativa, come successo altre volte in passato: gli eventi si organizzano, ma si possono anche disdire».
Ieri sera, durante la seduta del consiglio, Palla ha presentato le dimissioni. «Sono una persona corretta - specifica - e per questo ho deciso di rimettere l’incarico». Nei prossimi giorni un incontro chiarirà i vari passaggi dell’iter che hanno portato alla decisione di invitare il cantautore e quelli che invece hanno spinto gli organizzatori a fare marcia indietro su quel concerto che secondo il cantautore e blogger originario di Milano «avrebbe portato un pizzico di intelligenza e di cultura in più in un posto dove di intelligenza ce n’è pochissima».
Annullato il concerto nella “rossa” Riglione, c’è chi a corredo del post del cantante, chiede alla sindaca Susanna Ceccardi di invitare Povia ad esibirsi nella “leghista” Cascina.
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