Il presidio
Lite per l’eredità, pensionato 83enne diventa uno stalker
Condannato anche per molestie nei confronti della sorella Un giorno mise cartelli fuori casa dei familiari per offenderli
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PISA. Un grafomane scatenato che, dopo parecchi anni dalla morte della mamma, si era messo in testa di essere stato defraudato di una parte dell’eredità. E che aveva indirizzato tutto il suo livore verso la sorella ricoprendola di insulti e minacce. Tutto scritto in decine di lettere e poi ribadito a voce con telefonate minacciose. Una disputa familiare come tante quando di mezzo ci sono soldi e aspettative su eredità quasi sempre meno sostanziose di quello che uno vorrebbe. Solo che stavolta la particolarità della lite è che a dichiarare guerra alla sorella è un pensionato di 83 anni. Un rancore capace di armare mano e lingua del presunto escluso dai beni della defunta al punto da rimediare una querela per stalking e molestie. Una denuncia che ieri mattina si è tradotta in una condanna 5 mesi (il pm onorario Vincenzo Molinaro aveva chiesto 7 mesi) inflitta dal giudice Paola Giovannelli.
L’imputato (non scriviamo il nome per tutelare la parte civile, ndr) era assente. C’era il suo avvocato Rolando Rossi e quello della parte civile, Fabrizio Bartelloni che tutela la nipote del pensionato nonché figlia del bersaglio dell’uomo, un’anziana di 85 anni, invalida, residente nel comune di Pisa. La saggezza non fa rima con la vecchiaia per l’iracondo pensionato che vive al Nord e che la nipote ha descritto durante la sua testimonianza come un tipo collerico.
«Sì, capitava che quando ero arrabbiato gettasse gli oggetti dalla finestra, ma alla fine gli volevo bene – ha raccontato –. Ho un bel ricordo di lui. Purtroppo questa storia ci ha allontanati. Glielo avevamo detto che se avesse cessato di scrivere tutte quelle lettere avremmo ritirato la querela. Lui ha continuato». E l’elenco dei destinatari si è ampliato. Giudici, avvocati propri e della controparte. Persino davanti al giudice di pace si è esibito in una argomentazione con calcoli e considerazioni circa i soldi mancanti sul conto corrente della mamma morta.
«Siamo state costrette a cambiare numero di telefono – ha proseguito la nipote dell’imputato –. E ho dovuto anche spostare mia madre perché volevo evitare che si trovasse a rivivere quello che accadde quando un giorno lo zio si presentò a casa». Quel giorno il pensionato si prese la briga di farsi qualche centinaio di km in auto per piazzare alcuni cartelli davanti all’abitazione della sorella. Le scritte erano la sintesi delle missive in cui minacciava la donna di prenderla a calci. Il messaggio era rivolto ai vicini di casa: «Sappiate che queste persone (sorella e nipote) sono disoneste, mi hanno derubato». Il grafomane fuori controllo ha superato il limite della sopportazione familiare. E il fratello irascibile è diventato uno stalker provetto.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’imputato (non scriviamo il nome per tutelare la parte civile, ndr) era assente. C’era il suo avvocato Rolando Rossi e quello della parte civile, Fabrizio Bartelloni che tutela la nipote del pensionato nonché figlia del bersaglio dell’uomo, un’anziana di 85 anni, invalida, residente nel comune di Pisa. La saggezza non fa rima con la vecchiaia per l’iracondo pensionato che vive al Nord e che la nipote ha descritto durante la sua testimonianza come un tipo collerico.
«Sì, capitava che quando ero arrabbiato gettasse gli oggetti dalla finestra, ma alla fine gli volevo bene – ha raccontato –. Ho un bel ricordo di lui. Purtroppo questa storia ci ha allontanati. Glielo avevamo detto che se avesse cessato di scrivere tutte quelle lettere avremmo ritirato la querela. Lui ha continuato». E l’elenco dei destinatari si è ampliato. Giudici, avvocati propri e della controparte. Persino davanti al giudice di pace si è esibito in una argomentazione con calcoli e considerazioni circa i soldi mancanti sul conto corrente della mamma morta.
«Siamo state costrette a cambiare numero di telefono – ha proseguito la nipote dell’imputato –. E ho dovuto anche spostare mia madre perché volevo evitare che si trovasse a rivivere quello che accadde quando un giorno lo zio si presentò a casa». Quel giorno il pensionato si prese la briga di farsi qualche centinaio di km in auto per piazzare alcuni cartelli davanti all’abitazione della sorella. Le scritte erano la sintesi delle missive in cui minacciava la donna di prenderla a calci. Il messaggio era rivolto ai vicini di casa: «Sappiate che queste persone (sorella e nipote) sono disoneste, mi hanno derubato». Il grafomane fuori controllo ha superato il limite della sopportazione familiare. E il fratello irascibile è diventato uno stalker provetto.
Pietro Barghigiani
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