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Carrozza candidata sindaco? "Grazie, ma non mi interessa"

Cristiano Marcacci
L'onorevole Maria Chiara Carrozza
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L'onorevole Maria Chiara Carrozza

La deputata commenta in un'intervista al Tirreno gli esiti delle primarie e i possibili riflessi sulla marcia di avvicinamento alle elezioni comunali del 2018

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PISA. La sconfitta alle primarie è stata nettissima, ma questo non ha assolutamente tolto lucidità, energie e voglia di un Pd migliore, più al passo coi tempi e maggiormente ancorato al territorio all’onorevole pisana Maria Chiara Carrozza, deputata del Partito Democratico, professore universitario di bioingegneria industriale, ex rettore della Scuola Superiore Sant'Anna ed ex ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del governo presieduto da Enrico Letta. In questa intervista al Tirreno Carrozza ci parla del Pd che vorrebbe a livello nazionale e a Pisa. In vista delle amministrative del 2018, inoltre, ribadisce la preferenza per primarie di coalizione e afferma di non essere interessata ad essere il prossimo sindaco di Pisa.

Onorevole Carrozza, come presidente del coordinamento regionale della mozione di Andrea Orlando aveva messo in preventivo una sconfitta di queste proporzioni?

«A livello nazionale speravo in un risultato decisamente migliore, ma sapevamo anche che la partenza e la campagna elettorale sarebbero state, come in effetti sono state, in salita. Specialmente in quelle regioni, come ad esempio l’Emilia Romagna e la stessa Toscana, dove la scissione si è concretizzata in modo doloroso. Non ho infatti notato e riscontrato l’interesse e la fiducia sufficienti, soprattutto nella nostra parte, quella che faceva riferimento alla candidatura di Andrea Orlando, dove la scissione ha fatto sentire maggiormente le proprie conseguenze. Io ho comunque la coscienza pulita, nel senso che ho fatto tutto il possibile per tenere insieme le anime del partito».

Secondo lei si verificheranno altre scissioni?

Il fatto di evitare altre e future scissioni e sconfitte dipende esclusivamente da noi e da Matteo Renzi. Sono perfettamente d’accordo con Orlando nell’intervista a “la Repubblica”, quando riconosce ovviamente di aver perso le primarie ma dice anche che la linea giusta è la sua, quella di lavorare per un centrosinistra unito. Io ritengo che alla fine non perderemo altra gente per strada».

Cosa si aspetta ora dal segretario Matteo Renzi?

«Da Renzi non mi voglio aspettare nulla, anche perché finora ci ha sempre sorpreso. Attendiamo l’assemblea nazionale, alla quale parteciperò come parlamentare, e vedremo che tipo di impostazione vorrà dare al partito. Mi auguro che il passato gli serva come insegnamento e che avremo a che fare con un Renzi più maturo».

Il Pd pisano come esce dalle ultime primarie?

«In città Orlando ha riscosso una percentuale di consensi maggiore che nel resto della provincia di Pisa. Probabilmente, c’è più interesse per la politica. Negli altri comuni è vero che abbiamo molti amministratori dalla nostra parte, ma è altrettanto vero che c’è ancora tanto da fare e da lavorare per ricostruire la presenza del partito sul territorio e per allestire un’alternativa di governo credibile all’alleanza col centrodestra. Sempre nei confronti del territorio il centrosinistra dovrà presentarsi unito».

Che giudizio dà del nuovo segretario provinciale Massimiliano Sonetti?

«Sonetti ha cominciato bene. Si è fatto sentire, si è dimostrato presente. E questo è sicuramente importante. Il suo compito deve essere quello di tenerci insieme e non essere né risultare troppo di parte».

Quale deve essere la marcia di avvicinamento alle elezioni comunali del 2018?

«Non vedo strade diverse dalle primarie di coalizione a cui partecipino tutte le forze politiche del centrosinistra e dell’attuale governo cittadino, che prima dovranno concordare una capillare piattaforma programmatica. Perché è il programma il vero punto fondamentale: i cittadini vogliono parlare e sentir parlare di contenuti e di come s’intende risolvere i problemi della città. I nomi e le cordate sono assolutamente secondari».

Non pensa che si possa trovare un nome condiviso su cui possa puntare sin da subito l’intera coalizione, evitando così il ricorso alle primarie, che di solito dividono ulteriormente il partito?

«Da un punto di vista politico non mi sembra ci sia l’interesse per qualcuno in particolare, credo che le primarie di coalizione siano necessarie».

Nemmeno se questo possibile nome da condividere fosse il suo?

«Personalmente non sono interessata a fare il sindaco di Pisa. Ultimamente ho iniziato numerosi lavori nel campo della ricerca e mi sta appassionando molto la mia attività parlamentare. Non ho un orizzonte pisano e penso di non essere adatta. E poi vedo e so che ci sono tante persone che vogliono farlo...».

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