Il presidio
approvata la variante urbanistica
La moschea divide il centrodestra
Latrofa (Pisa nel Cuore): avevamo proposto una costruzione altrove
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PISA. Approvata oltre l’una di notte, nella seduta del consiglio comunale iniziata giovedì 4, la variante di monitoraggio del Regolamento urbanistico. A favore 18 consiglieri (tutta la maggioranza: Pd, In lista per Pisa, Riformisti), contrari 10 consiglieri di opposizione (Sinistra Italiana, Green Italia-Possibile, Una città in comune-Prc, M5S, Pisa nel cuore, Noi Adesso Pisa-Fdi) e un astenuto, Giovanni Garzella (Area popolare-Pisa è). Non hanno partecipato al voto finale i consiglieri di Fi-Pdl. Dopo la discussione di ben 192 osservazioni, i consiglieri hanno anche discusso 9 ordini del giorno, di cui 4 approvati.
Uno degli odg respinti è quello relativo alla moschea (confermata la previsione di costruzione in via del Brennero, a Porta a Lucca), proposto dalla lista civica Pisa nel Cuore e votato anche dai due consiglieri di Noi Adesso Pisa-Fdi-An. Assenti i consiglieri di Forza Italia, confermando quindi le differenze sul tema da parte delle forze di centrodestra. Contrari all’odg gli altri gruppi.
«Pisa nel Cuore ritiene che serva fare un passo avanti da parte della politica, che si debba tenere conto delle moltissime firme contrarie raccolte principalmente a Porta a Lucca e che dunque si ragioni a livello urbanistico di un’eventuale diversa collocazione della moschea. Questa la reale proposta contenuta nel nostro ordine del giorno, che non lede il privato che per merito dei consiglieri di maggioranza e di alcuni di opposizione ha ottenuto nel 2013 un diritto», spiega il capogruppo Raffaele Latrofa. «Pisa nel Cuore - aggiunge - pensa che questa vicenda sia stata male affrontata dalla politica e in alcuni casi approcciata con strumenti inidonei, che hanno avuto grande risalto mediatico, ma senza risultati».
Latrofa ricorda che la sua lista «non ha firmato la richiesta di referendum, naufragato per motivi tecnici, che proponeva una variante urbanistica di fatto annullando il valore di un’area attraverso la trasformazione in verde privato. Abbiamo lavorato in commissione urbanistica, unico luogo dove, a costo zero per i cittadini, si potevano fare emendamenti (il referendum sarebbe stato costoso, senza peraltro alcun potere vincolante sulle scelte». Nell’ordine del giorno ripresentato in consiglio «chiedevamo - dice Latrofa - che la destinazione urbanistica venisse riportata a quella del 4 aprile 2013, dunque con previsione anche residenziale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Uno degli odg respinti è quello relativo alla moschea (confermata la previsione di costruzione in via del Brennero, a Porta a Lucca), proposto dalla lista civica Pisa nel Cuore e votato anche dai due consiglieri di Noi Adesso Pisa-Fdi-An. Assenti i consiglieri di Forza Italia, confermando quindi le differenze sul tema da parte delle forze di centrodestra. Contrari all’odg gli altri gruppi.
«Pisa nel Cuore ritiene che serva fare un passo avanti da parte della politica, che si debba tenere conto delle moltissime firme contrarie raccolte principalmente a Porta a Lucca e che dunque si ragioni a livello urbanistico di un’eventuale diversa collocazione della moschea. Questa la reale proposta contenuta nel nostro ordine del giorno, che non lede il privato che per merito dei consiglieri di maggioranza e di alcuni di opposizione ha ottenuto nel 2013 un diritto», spiega il capogruppo Raffaele Latrofa. «Pisa nel Cuore - aggiunge - pensa che questa vicenda sia stata male affrontata dalla politica e in alcuni casi approcciata con strumenti inidonei, che hanno avuto grande risalto mediatico, ma senza risultati».
Latrofa ricorda che la sua lista «non ha firmato la richiesta di referendum, naufragato per motivi tecnici, che proponeva una variante urbanistica di fatto annullando il valore di un’area attraverso la trasformazione in verde privato. Abbiamo lavorato in commissione urbanistica, unico luogo dove, a costo zero per i cittadini, si potevano fare emendamenti (il referendum sarebbe stato costoso, senza peraltro alcun potere vincolante sulle scelte». Nell’ordine del giorno ripresentato in consiglio «chiedevamo - dice Latrofa - che la destinazione urbanistica venisse riportata a quella del 4 aprile 2013, dunque con previsione anche residenziale».
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