Il Tirreno

Pisa

Moschea avanti tutta ma i lavori slittano  

di Danilo Renzullo
Moschea avanti tutta ma i lavori slittano  

Ok alla variante per il centro islamico. Piano ridimensionato

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PISA. La moschea si farà, ma non prima del prossimo anno. Al termine di una discussione fiume, il consiglio comunale ha approvato ieri la variante di monitoraggio, confermando per Porta a Lucca “l’impianto” del 2013: via libera a una struttura da destinare a “servizi religiosi” su una superficie totale edificabile di 1.500 metri quadrati, di cui 1.000 da destinare ad edifici di culto e il restante ad attività culturali e sociali.
Con la votazione di ieri, l’assemblea cittadina ha messo la parola fine all’iter burocratico per la costruzione del luogo di culto islamico che sorgerà su un’area a forma triangolare di circa 4.000 mq tra via del Brennero e via Chiarugi già di proprietà della Comunità islamica pisana (acquistata per circa 115.000 euro), un tempo occupata da uno sfasciacarrozze e sulla quale un vecchio progetto prevedeva la costruzione di un condominio e di un parcheggio pubblico.
Dopo l’ok definitivo del consiglio comunale, la comunità che “vanta” circa seicento fedeli, attiva da oltre vent’anni in via delle Belle Donne, potrà adesso chiedere i necessari permessi per costruire. Una volta ottenuti dovrà depositare a Palazzo Gambacorti il progetto definitivo e, dopo il via degli uffici tecnici, potrà iniziare la realizzazione di quella che diventerà la prima moschea sul suolo comunale, la cui «costruzione – specifica Mohammad Khalil, presidente del centro islamico – non inizierà prima del prossimo anno». Previsto per la fine del 2015, l’inizio dei lavori per la realizzazione della moschea, con annessi un centro culturale e di aggregazione, parcheggi e un’area a verde, è slittato continuamente «a data da destinarsi».
Gli eccessivi costi di realizzazione del progetto originario hanno infatti imposto un lungo stop alla costruzione del luogo di culto. Per la Comunità islamica è stato necessario rielaborare il progetto preliminare che prevedeva un investimento totale di circa 5 milioni di euro. Rispetto alla sfarzosa costruzione pensata inizialmente, l’ultimo progetto – la cui elaborazione è stata affidata ad uno studio di architettura di Massa e Cozzile – prevede una struttura religiosa molto più modesta, soprattutto nell’aspetto estetico.
Dal disegno originario è stato in particolare eliminato il minareto di 25 metri, diventato, per un’eventuale concorrenza alla Torre Pendente, l’elemento su cui si è basata l’offensiva di chi non vuole la realizzazione di una moschea a Pisa. Che, oltre ad offrire ai cittadini di fede musulmana un luogo in cui pregare, metterà a disposizione anche spazi per attività ludiche e culturali attraverso la realizzazione di una seconda struttura da destinare a centro aggregativo. A servizio degli stabili sono stati previsti anche parcheggi e un’area a verde.
Tra poco meno di un mese, la Comunità islamica dovrebbe depositare a Palazzo Gambacorti il progetto definitivo ed attendere l’approvazione degli uffici tecnici. Se conforme alle prescrizioni dettate dalla variante urbanistica, il progetto otterrà i permessi per iniziare la costruzione del luogo di culto (i cui costi saranno tutti a carico della Comunità islamica pisana, che potrà contare anche su risorse che dovrebbero arrivare da altri centri islamici italiani) che da anni divide la politica e la città tra favorevoli e contrari.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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