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bedini (fratelli d’Italia)
«Unità nel centrodestra, moschea banco di prova»
PISA. «Il Pd pisano vuole, anzi rivendica, la costruzione della moschea a Porta a Lucca. L’amministrazione comunale conferma il voto del 2013. Il passaggio consiliare, con la votazione della variante...
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PISA. «Il Pd pisano vuole, anzi rivendica, la costruzione della moschea a Porta a Lucca. L’amministrazione comunale conferma il voto del 2013. Il passaggio consiliare, con la votazione della variante di monitoraggio di oggi, rappresenta una nuova occasione per capire bene chi a Pisa è a favore o contrario». Filippo Bedini, consigliere comunale di Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia-An, e coordinatore provinciale del partito della Meloni, è stato capofila fin dal primo momento della battaglia politica contro la moschea a Porta a Lucca.
Oggi peraltro, attraverso un ordine del giorno presentato da “Pisa nel cuore”, il consiglio sarà chiamato a esprimersi anche sulla proposta di riportare la destinazione d’uso dell’area su cui dovrebbe sorgere la moschea da «luogo di culto» a «misto residenziale e verde privato», come era prima della famosa variante.
«Continuare a porre la questione sul piano della libertà religiosa - spiega Bedini - significa non comprendere come l’approccio con l’islam non possa più essere quello di vent’anni fa. Non si vuole ammettere che c’è una profonda incompatibilità tra la religione musulmana, che è prima di tutto un sistema giuridico e politico, e una visione della vita, e un sistema democratico come quello Occidentale. Quello che sta avvenendo oggi in Europa, e specialmente in Italia, è un’altra cosa: l’immigrazione incontrollata sta determinando non un incontro, presupposto di base dell’integrazione, ma un impatto violento che viene imposto dall’esterno e che i cittadini possono soltanto subire».
Secondo l’esponente di Fdi, «i luoghi di culto islamici sono un simbolo e in queste condizioni storico-politiche è necessaria una moratoria alla costruzione di nuovi centri. Voglio ricordarele parole del presidente turco Erdogan, che oggi incarcera migliaia di dissidenti e contro il quale giustamente, in occasione della mozione su Del Grande in consiglio, ho sentito durissime parole di condanna: “Le moschee sono le nostre caserme, i minareti le nostre baionette, le cupole i nostri elmetti ed i veri credenti i nostri soldati”».
Il consigliere Bedini conclude con parole che suonano come un appello per tutta l’area politica pisana cui appartiene: «Per tutte queste considerazioni è evidente come il centrodestra pisano, ad un anno dalla sfida delle elezioni comunali, abbia di fronte a sé un banco di prova decisivo. Al tempo della variante forse i tempi non erano maturi, ma oggi siamo chiamati a concretizzare tutte le parole di auspicio per la cosiddetta unità del centrodestra. Non esprimersi compattamente con un voto contro la moschea significa, secondo me, porsi al di fuori dell’alveo di quello che dovrà essere lo schieramento politico, fatto di partiti e liste civiche, che si candiderà a governare Pisa nel 2018».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Oggi peraltro, attraverso un ordine del giorno presentato da “Pisa nel cuore”, il consiglio sarà chiamato a esprimersi anche sulla proposta di riportare la destinazione d’uso dell’area su cui dovrebbe sorgere la moschea da «luogo di culto» a «misto residenziale e verde privato», come era prima della famosa variante.
«Continuare a porre la questione sul piano della libertà religiosa - spiega Bedini - significa non comprendere come l’approccio con l’islam non possa più essere quello di vent’anni fa. Non si vuole ammettere che c’è una profonda incompatibilità tra la religione musulmana, che è prima di tutto un sistema giuridico e politico, e una visione della vita, e un sistema democratico come quello Occidentale. Quello che sta avvenendo oggi in Europa, e specialmente in Italia, è un’altra cosa: l’immigrazione incontrollata sta determinando non un incontro, presupposto di base dell’integrazione, ma un impatto violento che viene imposto dall’esterno e che i cittadini possono soltanto subire».
Secondo l’esponente di Fdi, «i luoghi di culto islamici sono un simbolo e in queste condizioni storico-politiche è necessaria una moratoria alla costruzione di nuovi centri. Voglio ricordarele parole del presidente turco Erdogan, che oggi incarcera migliaia di dissidenti e contro il quale giustamente, in occasione della mozione su Del Grande in consiglio, ho sentito durissime parole di condanna: “Le moschee sono le nostre caserme, i minareti le nostre baionette, le cupole i nostri elmetti ed i veri credenti i nostri soldati”».
Il consigliere Bedini conclude con parole che suonano come un appello per tutta l’area politica pisana cui appartiene: «Per tutte queste considerazioni è evidente come il centrodestra pisano, ad un anno dalla sfida delle elezioni comunali, abbia di fronte a sé un banco di prova decisivo. Al tempo della variante forse i tempi non erano maturi, ma oggi siamo chiamati a concretizzare tutte le parole di auspicio per la cosiddetta unità del centrodestra. Non esprimersi compattamente con un voto contro la moschea significa, secondo me, porsi al di fuori dell’alveo di quello che dovrà essere lo schieramento politico, fatto di partiti e liste civiche, che si candiderà a governare Pisa nel 2018».
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