Il Tirreno

Pisa

la testimonianza 

«Rapinati sei volte, ora abbiamo paura»

PISA. «Le rapine subite negli ultimi mesi ci hanno tolto la serenità». I ladri hanno colpito sei volte in poco tempo la tabaccheria della famiglia Poli in via Fiorentina. Fondata nel 1948 da Vincenzo...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Le rapine subite negli ultimi mesi ci hanno tolto la serenità». I ladri hanno colpito sei volte in poco tempo la tabaccheria della famiglia Poli in via Fiorentina. Fondata nel 1948 da Vincenzo Poli, è una delle poche attività storiche del quartiere. Da diversi lustri la figlia Anna Maria Poli affianca il padre dietro il bancone. «L’ultimo episodio risale al 13 febbraio quando due malviventi sono entrati con le maschere di Anonymous e un grande coltello da cucina - racconta la signora Poli -. È stato un attimo, la paura, lo stupore di trovarsi davanti ad un’arma così, nel periodo del Carnevale quando le maschere sono molto comuni. Ci hanno rubato l’incasso della giornata, per l’ennesima volta. E la tranquillità». Da alcune settimane le telecamere di videosorveglianza sono collegate al sistema delle forze dell’ordine.
«Ma ora le istituzioni devono fare la loro parte - dice Anna Maria Poli -. Martedì scorso si è tenuto un incontro con l’assessore Andrea Serfogli. C’era una delegazione del quartiere, tra esercenti ed abitanti assediati dai furti». Più illuminazione pubblica e l’estensione del sistema di videosorveglianza sono le richieste presentate a gran voce all’amministrazione comunale.
Chi vive nel quartiere di Porta Fiorentina tutti i giorni parla di un senso di insicurezza crescente, in un’area periferica ritenuta trascurata da Palazzo Gambacorti. «Serfogli si è dimostrato molto disponibile. L’iter burocratico è lungo, si parla di un anno e mezzo tra reperimento delle risorse e bandi di gara», aggiunge Poli, che sottolinea che «dopo i reati subiti non torno più a casa a piedi. Preferisco prendere la macchina anche per percorrere pochi metri. Non mi sento sicura. Abbiamo chiesto più controlli anche lungo l’argine, via di fuga preferita dai malviventi». Secondo Anna Maria Poli, la situazione è peggiorata in particolar modo negli ultimi quattro anni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera