Il Tirreno

Pisa

«Le alleanze locali non sono automatiche E nessuno ci isolerà» 

«Le alleanze locali non sono automatiche E nessuno ci isolerà» 

Fontanelli (Mdp): «In una coalizione non è un partito che sceglie per tutti». Incontri a Pisa con Laforgia e Bersani

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PISA. Se Renzi guarda storto gli scissionisti di Articolo Uno-Mdp, a livello locale i renziani cercano di tenere distinti gli indirizzi del leader. Il segretario regionale del Pd, Dario Parrini, ha già parlato di “deroga” in vista delle amministrative e il segretario comunale, Giovanni Viale, ha detto che il primo fronte di dialogo dev’essere proprio con Mdp. Dal deputato Paolo Fontanelli arriva però una frenata o, almeno, l’esigenza di mettere i puntini sulle “i”. «Non vedo così facile dire, come fanno esponenti del Pd, che le alleanze si fanno a livello locale ma non nazionale. Ha ragione Pisapia a dire che non sono accettabili veti e discriminazioni nel campo del centrosinistra, che invece va unito».
Il punto, secondo Fontanelli, è che «in realtà il congresso del Pd e Renzi non hanno sciolto il nodo delle alleanze. Si oscilla tra un’idea di autosufficienza, gli apprezzamenti ad Alfano e le profferte a Pisapia, ma senza la sinistra di Articolo Uno. In questo senso non sappiamo se l’orizzonte del Pd è ancora quello del centrosinistra. Noi siamo per un nuovo centrosinistra, largo e aperto, così come auspica anche Pisapia. Il tentativo di isolarci non riuscirà. Del resto, sulla prospettiva per cui ci battiamo, oltre a Pisapia possiamo trovare anche figure istituzionali come Laura Boldrini».
I nodi da sciogliere restano diversi. Fontanelli non nega la possibilità di un centrosinistra alternativo al Pd: «Dipende da Renzi. Se insiste con una politica centrista, nei contenuti e nei riferimenti politici, ciò può diventare possibile. Non è auspicabile, ovviamente, ma il campo democratico e progressista ha il dovere di provare a dare una risposta alla crisi e al malessere sociale in termini di cambiamento».
Articolo Uno-Mdp intanto continua a muoversi. Lunedì sarà inaugurata la sede di via San Martino. «Parteciperà Francesco Laforgia che, insieme a Roberto Speranza, rappresenta l’avvento di un gruppo dirigente giovane che sarà il perno del nuovo soggetto politico», dice l’ex sindaco. Poi il 18 maggio è previsto un incontro con Bersani al circolo Alberone in San Giusto. «A giugno - aggiunge - pensiamo di avviare un laboratorio di raccolta di idee sui problemi della città aperto a tutti».
L’obiettivo sono le amministrative 2018. «Leggo che a Pisa - riprende Fontanelli - il segretario Sonetti ed i dirigenti piddini si dicono interessati a cercare un’intesa con noi. Questo è positivo, ma la sfida per il governo locale è più ampia e impegnativa. In città si avverte un clima di scontentezza, si parla dell’esigenza di una discontinuità. Ciò è dovuto a tanti fattori, tra i quali pesa anche il calo di fiducia verso i partiti. Bisogna rimettere al centro una visione sul futuro della città basata sul senso civico e sulla valorizzazione dei beni comuni». E il candidato sindaco? «Non è un partito che sceglie ed indica per tutti. Ci deve essere un percorso di confronto largo e trasparente sul progetto per la città, fondato sulla partecipazione dei cittadini, nel quale individuare il candidato oppure i possibili candidati. Poi, semmai, si fanno le primarie». Già, le primarie. Fontanelli aveva “aperto” a Orlando: «Le primarie hanno confermato le difficoltà e il forte calo dei partecipanti lo dice chiaramente. Tanti elettori del Pd lo hanno abbandonato delusi dalle politiche portate avanti. E questo ben prima della cosiddetta scissione, che prendeva atto del mutamento del Pd nel senso di una piena identificazione con il leader. Il partito di Renzi, come l’hanno definito alcuni politologi. Anche il tema dell’unità interna ormai viene declinato in termini di identificazione con il segretario e non come una sintesi del confronto tra posizioni e opinioni diverse. Indubbiamente il peso di Renzi nel partito si è rafforzato, ma non credo nella società italiana».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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