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Muore dopo l’intervento, il cuore si è fermato per tre volte
Pisa: la vittima è un meccanico di 47 anni con officina di moto e scooter in via Cattaneo. Gli amici: "La sua assenza si farà sentire"
PISA. È entrato in ospedale per un problema all’esofago. È morto al terzo arresto cardiaco dopo un intervento che, iniziato come risolutore, ha avuto come epilogo il trasferimento del paziente all’obitorio. Una parabola repentina che si è portata via Gianluca Ricchi, 47 anni, di Pisa, titolare dell’officina di moto e scooter Roby One di via Cattaneo.
Separato, un figlio, Ricchi è morto all’improvviso per un peggioramento ritenuto imponderabile al momento di entrare in sala operatoria. È successo lunedì, primo maggio, all’ospedale di Cisanello dove il meccanico era ricoverato da una decina di giorni. E' stato disposto un riscontro diagnostico. Uno scrupolo per chiarire un decesso e mettere in fila tutto quello che è accaduto dall’ingresso nel policlinico alla morte in coda a un intervento delicato. Al momento del ricovero un principio di polmonite aveva indotto i medici a rinviare l’intervento. La cura con gli antibiotici aveva anticipato l’operazione dalla quale il meccanico non si è più svegliato. Ricchi in passato aveva combattuto contro una neoplasia all’esofago. Era stata dura, ma era riuscito a superare uno di quegli ostacolo che senza darti neanche la possibilità di reagire ti possono fermare per sempre. Oltre alle moto, amore e professione, la sua passione era l’attività fisica. Ci teneva a curare un aspetto che anche dopo la malattia si era mantenuto in forma. Faceva palestra, il meccanico di via Cattaneo e quando poteva con un gruppo di amici e amiche passate le serate in locali della zona e della Versilia. Dal Diva di Calcinaia alle Scimmie di Tirrenia e al Don Carlos di Chiesina Uzzanese, la voglia di divertirsi era il collante che teneva unita la comitiva. Che i su Facebook ha lasciato messaggi di affetto per l’amico scomparso.
Negli ultimi tempi si sentiva stanco, debole. Gli esami gli avevano indicato la causa. L’esofago-stomaco operati stavano creando problemi alla vena aorta. Era necessaria un’altra operazione in grado di rimuovere l’origine del disturbo all’apparato cardiaco. Le visite avevano escluso problemi al cuore. E così il paziente era tornato in gastroenterologia per poi finire sotto i ferri. Quello che l’autopsia dovrà chiarire, anche su richiesta dei familiari, è cosa possa aver provocato almeno due arresti cardiaci durante l’intervento e un terzo stop, fatale, lunedì, nonostante gli esami avessero chiarito che il cuore era a posto. I problemi, semmai, erano tra esofago e stomaco. «L’assenza di Gianluca si farà sentire – è il ricordo di Daniele Mannucci, l’amico di tante serate allegre –. Era una persone gentile, educata con tutti. Uno che non si risparmiava nel volersi godere la vita. Sempre disponibile con tutti noi, nei momenti belli e nei momenti tristi. Entrato nel nostro gruppo come un fratello e uscito come un angelo. Non so, mi dava l’impressione che avesse come un presentimento dopo la malattia che lo aveva colpito. Viveva ogni giorno come fosse l’ultimo». L’addio a Ricchi è previsto per giovedì 4 maggio alle 16 nella chiesa del cimitero della Misericordia in via Pietrasantina.
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