Morto dopo l’intervento: quattro medici imputati
Tre professionisti di urologia e un anestesista accusati di omicidio colposo. Il paziente venne operato a Cisanello per la rimozione di un tumore alla vescica
PISA. Una ventina di indagati all’inizio dell’inchiesta. La scrematura in fase di indagine li ha ridotti a quattro imputati. Sono i medici per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo in relazione alla morte di Natale Pentimalli, il pensionato livornese deceduto all'ospedale di Cisanello dopo un intervento per l'asportazione di un tumore alla vescica nel settembre 2015. Si tratta di un anestesista, difeso dal professor Tullio Padovani, che ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato e di tre medici del reparto di urologia, assistiti dall’avvocato Patrizio Pugliese. Il pm Giancarlo Dominijanni ha chiesto il processo per tutti e quattro al gip Elsa Iadaresta. Pentimalli, 74 anni, capitano di lungo corso e storico esponente della Corporazione dei piloti del porto di Livorno, era un uomo dalla corporatura robusta che non aveva mai avuto particolari problemi di salute.
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La Procura aprì un'inchiesta dopo l'esposto presentato ai carabinieri dalla moglie Danielle che la mattina del 9 settembre andò in caserma denunciando quello che, a suo avviso, non aveva funzionato in ospedale. «So solo che non c'è più e ora voglio sapere perché» disse al Tirreno la vedova. Dopo una serie di consulti, Pentimalli era stato convinto da diversi specialisti a farsi operare per rimuovere il tumore alla vescica. «Abbiamo scelto di andare a pagamento - raccontò al nostro giornale la signora Danielle - perché con la lista pubblica la data sarebbe stata troppo in avanti. Abbiamo speso 29.000 euro. Lo voglio sottolineare. Natale è stato ricoverato lunedì pomeriggio 7 settembre. Lo hanno operato il pomeriggio successivo. "È andato tutto bene" mi hanno detto dopo l'intervento. Solo che quando è tornato in camera non era cosciente. Era freddo, pieno di muco. E, soprattutto, non c'era assistenza. Mi dicevano che era normale essere in quelle condizioni dopo un'operazione del genere. Non si sono presi cura di una persona che stava male e si vedeva benissimo che aveva bisogno di aiuto. E, infatti, nel giro di qualche ora è morto. Dopo quello a cui ho assistito ho deciso di denunciare tutti».
Con il sequestro delle cartelle cliniche e i riscontri avviati sulla posizione degli indagati, il pm Dominijanni ha ristretto l’ambito delle responsabilità a tre medici di urologia e all’anestesista per i quali ha chiesto il rinvio a giudizio.
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