Il Tirreno

Pisa

Grave insegnante di Calambrone colpita da meningite 

di Gianni Tacchi
Grave insegnante di Calambrone colpita da meningite 

La donna, 34 anni, lavora alla materna “La Maddalena” Si è sentita male la sera di Pasquetta, il ceppo diagnosticato è il C

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LIVORNO. Ha passato una Pasquetta da inferno, con la febbre alta e un fortissimo mal di testa. Poi, dopo le 21, è salita in macchina ed è andata al pronto soccorso per un controllo e per capire i motivi di questi sintomi. Le prime visite, i primi esami, le prime preoccupazioni e poi la terribile diagnosi. Una donna livornese di 34 anni, che lavora come insegnante nella scuola materna La Maddalena del Calambrone, è stata colpita dalla meningite di tipo C ed è ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Livorno. Ed è scattata subito la profilassi per i familiari, gli amici, gli alunni e gli altri insegnanti dell’istituto scolastico.
Le condizioni della donna, che non si era vaccinata, sono gravi ma stabili. La giovane età, il fatto che sia rimasta sempre cosciente e il leggero miglioramento di ieri sono segnali che stanno portando i medici a essere ottimisti sulla situazione della donna, ma la prognosi resta comunque riservata e l’evoluzione della malattia è sempre difficile da prevedere. La speranza dell’équipe medica è quella di un ulteriore miglioramento tra oggi e domani, in modo tale da poter sciogliere definitivamente la prognosi.
LA DIAGNOSI. A far sospettare il medico al pronto soccorso, oltre alla febbre e a una certa rigidità nucale, sono state alcune micro-emorragie cutanee su tutto il corpo, uno dei sintomi più evidenti della meningite. «Sì, aveva diverse manifestazioni petecchiali», la conferma dell’ospedale. A quel punto è partito il classico iter previsto in questi casi, con la diagnosi della malattia e il conseguente ricovero dell’insegnante nel reparto di malattie infettive diretto da Spartaco Sani, dove è stata sottoposta a una terapia antibiotica. La donna è rimasta lucida per tutto il tempo e non c’è stato bisogno di trasferirla prima in rianimazione, come successo invece in altri casi di meningite meningococcica.
I PRECEDENTI. La patologia è stata quindi diagnosticata a Livorno, mentre le ulteriori analisi - eseguite all’ospedale fiorentino Meyer - hanno confermato il ceppo C. È invece in corso di accertamento il tipo di meningite, che dovrebbe essere riconducibile all’st11, proprio quello che sta girando in quasi ogni angolo della Toscana da un paio di anni. Si tratta comunque del secondo caso registrato nella nostra città dopo quello del 54enne commerciante ricoverato a metà gennaio, anche lui colpito dal ceppo e ricoverato nel reparto di malattie infettive di Livorno: l’uomo rispose bene alle cure dei medici e venne dimesso una decina di giorni dopo. L’altro precedente riguarda invece un bambino di 8 anni di Stagno, che si era sentito male a novembre in vacanza con i genitori a Fiumalbo ed era stato ricoverato d’urgenza al Meyer, uscendo per fortuna sano e salvo. Gli altri casi passati da Livorno avevano coinvolto pazienti residenti fuori città, come la 27enne di Cascina ricoverata a marzo.
VIA ALLA PROFILASSI. Dopo la diagnosi nella notte tra lunedì e ieri, è stato subito allertato l’ufficio di igiene e sanità dell’Asl Toscana nord ovest per la profilassi. Innanzitutto è stata contattata la scuola del Calambrone in cui la donna lavora, segnalando la procedura da seguire per gli alunni e gli altri insegnanti della materna. Stesso discorso per i familiari e tutte le persone che, negli ultimi giorni, hanno avuto contatti con lei. E poi è stata comunicata la lista dei posti frequentati dalla 34enne nei giorni precedenti al manifestarsi dei sintomi, che si sono presentati durante il weekend di Pasqua e hanno portato la donna ad andare al pronto soccorso. Dove purtroppo, dopo gli esami e gli accertamenti, è stata diagnosticata la meningite.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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