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Muore nello schianto in moto: tornava dal corso per soccorritori

Muore nello schianto in moto: tornava dal corso per soccorritori

Cascina: nell'incidente ha perso al vita un assicuratore di 50 anni. Il formatore Alessio Dandria: «Era sempre in prima fila alle lezioni»

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CASCINA. «Addio gladiatore tascabile, eri e resterai per sempre il mio “rompiscatole disturbatore curiosone” preferito di questo corso. Mi mancheranno le tue domande ma soprattutto mi mancherà vederti in prima fila alle lezioni. E pensare che solo ieri sera vi ho spiegato il protocollo del trauma... Riposa in pace”. Alessio Dandria, formatore della Pubblica Assistenza di Cascina, ricorda con un post la vittima dell’incidente avvenuto in via Di Lupo Parra, a San Prospero di Cascina.

Una strada stretta, che taglia la campagna cascinese, dove abitano numerose famiglie. Case dalle pareti bianche e gialle soprattutto, come quella in cui abitava la vittima. Nessuno poteva immaginare che Gladio se ne andasse così all’improvviso, in seguito ad uno schianto diventato per lui fatale.. E ieri in tanti sono andati davanti a quel muro danneggiato dal violento urto, dove sono rimasti anche un telo bianco sporco di sangue e alcuni pezzi di uno specchietto della moto.

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Il padre della vittima, Gladio Romano, 70 anni, è un allenatore ippico, tuttora in attività, da oltre 40 anni a Barbaricina a Pisa, dapprima come fantino agli ostacoli poi come noto ed apprezzato trainer di cavalli da corsa.
«Non ci sono parole per dire quello che proviamo. Era un ragazzo buono, generoso. Stava tornando da un corso per diventare volontario, da quello che abbiamo capito potrebbe avere avuto un malore oppure un colpo di sonno». Molti si sono uniti al dolore della famiglia e della figlia, che è stata tra i primi ad essere informata della disgrazia. Cordoglio anche tra i colleghi di lavoro. «Mio figlio era una persona molto conosciuta, aveva tanti amici», aggiunge il padre.

I colleghi quando non lo hanno visto arrivare al lavoro hanno saputo quello che era successo. Dolore e sconcerto anche tra i vicini di casa. Anche se l’impatto con il muro deve essere stato violento, le famiglie che abitano vicino al luogo dell’incidente dormivano e solo ieri mattina hanno saputo.(s.c.)
 

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