Il Tirreno

Pisa

CASO RAGUSA 

No alla richiesta del carcere Gozi resta ai servizi sociali 

SAN GIULIANO TERME. Il tribunale di sorveglianza di Firenze, a distanza di alcuni giorni dall'udienza, ha deciso che Loris Gozi, il super testimone del “caso Ragusa”, non deve andare in carcere e che...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN GIULIANO TERME. Il tribunale di sorveglianza di Firenze, a distanza di alcuni giorni dall'udienza, ha deciso che Loris Gozi, il super testimone del “caso Ragusa”, non deve andare in carcere e che dovr espiare la pena residua in libert sotto la vigilanza dei servizi sociali. Lo ha reso noto il difensore di Gozi, avvocato Antonio Cozza.
Il giostraio, condannato per un precedente caso di furto a tre anni di reclusione (rubò un computer rompendo il finestrino di un’auto, ndr ) il supertestimone del caso di Roberta Ragusa, la donna scomparsa a Gello nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 e per la quale è stato condannato a 20 anni di reclusione in primo grado il marito Antonio Logli, con l'accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere.
«Siamo molto soddisfatti di questo provvedimento - ha commentato l'avvocato Antonio Cozza - e ce lo aspettavamo anche in ragione del contributo fondamentale che Gozi ha dato nel caso dell'omicidio Roberta Ragusa. Non meritava assolutamente la detenzione. Pertanto giusto che continui a rimanere in libertà e a vivere con la propria famiglia».
Alla base dell’allora richiesta di revoca c’era un disguido. Loris più volte si era presentato all’associazione dove fare volontariato, ma non gli non era stato affidato alcun servizio.
Questo era stato interpretato dai servizi sociali come un volersi sottrarre a un impegno preso per ottenere l’affidamento in prova. Non era così. Infatti, il responsabile dell’associazione ha scritto che Gozi si era presentato regolarmente, ma in quel momento non c’era niente da fargli fare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera