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Contenzioso del 1993 risolto grazie  allo Sportello d’ascolto

Contenzioso del 1993 risolto grazie  allo Sportello d’ascolto

PISA. Lo “Sportello d’ascolto” è una delle tante iniziative che il Consiglio Territoriale di Partecipazione 2 ha attivato per i residenti in quell’area di città. L’idea è nata per caso e si è...

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PISA. Lo “Sportello d’ascolto” è una delle tante iniziative che il Consiglio Territoriale di Partecipazione 2 ha attivato per i residenti in quell’area di città. L’idea è nata per caso e si è dimostrata subito di pubblica utilità. Il suo scopo, infatti, è quello di risolvere problematiche che nel corso del tempo si sono arenate e di cui alla fine non si occupa più nessuno. Attualmente, lo sportello sta seguendo la questione dei fondi vuoti di proprietà dell’Apes nel quartiere del Cep che erano oggetto di un contenzioso con il Comune. Ora sembra che il problema sia risolto e che a breve verranno messi a bando, permettendo così, a quei commercianti che volevano farlo, d’ingrandirsi.
Ma l’occasione da cui è nato questo nuovo servizio è curioso. «Lo scorso anno è scomparso un nostro consigliere, Nicola Grande, figura importante per il Ctp 2 e per ricordarlo avevamo pensato di fare una regata e c’inventammo “La caccia a quattro” - racconta il consigliere e presidente della commissione 2 Ambiente e Territorio Sergio Brondi -. Per l’organizzazione ci aiutava Luca Gagetti, team manager della Barca Celeste, che però c’invitò ad andare a vedere in quali condizioni lavorasse. Noi andammo e ci ritrovammo in mezzo ad una discarica a cielo aperto. Chiamammo l’Avr che portò via quattro camion d’immondizia, ma nel frattempo si presentò il proprietario del terreno chiedendo chi avesse dato il permesso e con nostra grande sorpresa scoprimmo che il terreno dove sorgevano i capannoni non era di proprietà del Comune, e i proprietari ci spiegarono tutto». Si scoprì così che dal 1993 c’era un contenzioso tra il Comune e i proprietari del terreno perché la vecchia società della Barca Celeste aveva commesso degli abusi edilizi e il Comune per questo aveva sequestrato tutto adibendolo a pubblica utilità senza però accatastarli, così i proprietari non solo ci pagavano le tasse, ma ricevevano continuamente multe. «Io e la presidente del Ctp Benedetta Di Gaddo concordammo che questa gente andava aiutata - riprende Brondi - e da qui è nata l’idea dello sportello. Mi sono interessato al catasto, ho ricostruito la storia con gli uffici comunali e con l’Ufficio Patrimonio abbiamo quasi sistemato la questione. Siamo riusciti ad annullare le multe che ammontavano a più di 700 euro e ora stiamo lavorando al definitivo accatastamento». (d.l.)

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