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Antiquariato in crisi «Allargare il mercatino è l’unica salvezza»
PISA. «Purtroppo il settore dell’antiquariato ambulante sta vivendo un periodo di crisi. Non a caso fiere molto importanti come quelle di Lucca e Arezzo hanno dimezzato gli espositori. A Pisa abbiamo...
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PISA. «Purtroppo il settore dell’antiquariato ambulante sta vivendo un periodo di crisi. Non a caso fiere molto importanti come quelle di Lucca e Arezzo hanno dimezzato gli espositori. A Pisa abbiamo dovuto aprire anche al modernariato, artigianato e hobbisti per mantenere in vita il mercatino con un buon livello». A parlare è Giulio Garzella, responsabile eventi di Confesercenti, associazione che organizza il mercatino dell’antiquariato mensile nella zona di piazza Cavalieri. Garzella risponde ad un nostro lettore, commerciante di numismatica, che ci ha scritto per annunciare di dover abbandonare il mercatino pisano. «Dopo tanti anni sarò costretto a lasciare - scrive -. L’ultima decisione di aprire il mercato agli espositori non professionisti, hobbisti o presunti tali ha dato il colpo finale. Mi troverò a fianco di persone che, non gravate da imposte, obblighi di contabilità ed infine con scarso obbligo di documentare la provenienza della merce, offriranno articoli che anche io vendo. Il mercato di Pisa - scrive ancora il commerciante - ha sempre avuto difficoltà. Credo che l’amministrazione comunale non abbia mai creduto nelle sue possibilità. Non ci ha investito; si è interessata solo di riscuotere le quote degli espositori, più che tentare di capire come l’incontro mensile potesse divenire un richiamo turistico. Dimostrazione di questo? A luglio ed agosto non c’è mercato. Strana formula per un Comune con ambizioni turistiche. Pisa - conclude - ha scelto di percorrere la strada di un mercato simile a quello dei comuni limitrofi che non hanno richiamo. Ha scelto la strada che allontanerà i commercianti veri e non attrarrà espositori qualificati».
«Il mercato di Pisa - replica Garzella - non è specializzato nell’antiquariato e quindi può essere aperto anche ad altre categorie, compresi i non professionisti. È sbagliato chiamare in causa il Comune; siamo noi a gestirlo e a vigilare sulla qualità. Purtroppo gli antiquari ambulanti stanno ormai sparendo, vittime di una tassazione che li ha messi in ginocchio. Non dimentichiamo che intorno a noi proliferano mercati dove i commercianti si contano sulle dita di una mano. D’altra parte anche le leggi regionali, prendendo atto di questa situazione, hanno ratificato l’apertura dei mercati agli operatori non professionali. Evadono il fisco? Dalle loro dichiarazioni risultano in regola e non spetta a noi verificarne la veridicità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
«Il mercato di Pisa - replica Garzella - non è specializzato nell’antiquariato e quindi può essere aperto anche ad altre categorie, compresi i non professionisti. È sbagliato chiamare in causa il Comune; siamo noi a gestirlo e a vigilare sulla qualità. Purtroppo gli antiquari ambulanti stanno ormai sparendo, vittime di una tassazione che li ha messi in ginocchio. Non dimentichiamo che intorno a noi proliferano mercati dove i commercianti si contano sulle dita di una mano. D’altra parte anche le leggi regionali, prendendo atto di questa situazione, hanno ratificato l’apertura dei mercati agli operatori non professionali. Evadono il fisco? Dalle loro dichiarazioni risultano in regola e non spetta a noi verificarne la veridicità».
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