Il Tirreno

Pisa

La storia del delfino dell’Arno che rinunciò alla notorietà 

La storia del delfino dell’Arno che rinunciò alla notorietà 

Il racconto di un lettore che narra di come la star del fiume decide di tornare a casa sua, in mare, perché il successo non faceva per lui

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Ancora racconti e poesie per il concorso “Racconta il delfino dell’Arno e vinci con il Tirreno”.
Delfini famosi
di Filippo Cirino
“-…e alla fine com’è che sei andato via?
-Boh, che ti devo dire… non ero fatto per quella vita, troppa notorietà… un giorno sì e uno no finivo sul giornale… facevano a gara per fotografarmi… no… non potevo resistere…
-Addirittura? Giornali, fotografie… eri una star…
-Sì, sì, la gente sgomitava per vedermi… addirittura aspettavano ore… e non ti dico i bambini…
-Anche i bambini?
-Soprattutto i bambini, appena vedevano spuntare la mia pinna da lontano, cominciavano a scalpitare… sentivo le urla da lontano…
-Ma, voglio dire, tu che facevi per avere tanto…
-Niente! È proprio questo il bello! Me ne stavo a nuotare per i fatti miei… poi a una cert’ora mi avvicinavo alla riva… e scoppiava il finimondo… selve di teleobiettivi puntati che nemmeno la finale di Champions League… gente che gridava e correva per cercare il posto migliore… per vedere ME! Un delfino che nuota!
-E poi? E poi?
-Poi, appena tiravo fuori la pinna dall’acqua, iniziavano a urlare e a chiamarmi a gran voce… all’inizio non capivo, ognuno tirava fuori un nome diverso… poi ho saputo che hanno fatto pure un concorso per trovarmi un nome, pensa un po’… oddio uno peggio dell’altro, mi volevano chiamare pure Ringhio, figurati!
-Manco fossi un cane…
-No, è per via di quello che allena la squadra di calcio… Dice che era uno grintoso, che non tirava indietro la gamba!
-Ah ecco…
-Pensa che hanno fatto pure un concorso letterario… su un giornale… la gente mandava racconti che parlavano di me!
-E tu avevi questo popo’di celebrità… e te ne sei andato?
-Si, t’ho detto, non faceva per me… Perché, tu saresti rimasto?
-Sarei rimasto? ! ? O pezzo di delfino cretino! Io mi faccio il culo al delfinario a fare i tripli salti mortali quattro volte al giorno… comincio alle 9 di mattina e finisco la sera tardi… mi spacco le pinne per quattro acciughe fetenti… i bambini che vengono allo spettacolo mi fanno si e no un applauso sforzato mentre trangugiano il gelato… le fotografie me le fanno solo quando salto nel cerchio sospeso a 5 metri, e se vengono mosse mi rompono anche le palle… E tu che ti facevi mezza nuotata al sole avevi il pubblico, il concorso, i titoli sui giornali… E te ne sei pure andato, pezzo di fesso? ! ? Ma dimmi dove sta’sto ponte che ci vado io, se ancora non c’è andato un delfino più furbo!
-Ah, non puoi sbagliare, vai lungo la costa, il primo fiume a destra, quando vedi da lontano una torre storta, fermati lì! E salutami i bambini! ”

Arnino
di Claudia Sbrana
“Dal mare mi sono smarrito
.... e verso il fiume Arno sono risalito
Sono arrivato fino a Pisa
senza un briciolo di fatica! !
Il mangiare non mi manca,
qui di pesce ce n’h a randa.
... ma poi non sono mai solo...
ho tanti amici sulle spallette
che aspettano le mie piroette.
Tutti con quei cellulari
e allora io sì che faccio salti spettacolari!
Faccio divertire grandi e piccini
e a loro mando tanti bacini
Ma poi viene la sera
e rimango solo,
mi prende la malinconia
e vorrei tanto vicino mamma mia! ! ”

È molto bello
di Liano Della Rosa
“Ti ho visto
saltare e guardare
curiuoso come non mai.
Com’era divers
da cosa vedevo da sempre
e più avanzavo nel fiume,
più lòa gente aumentava.
Perché così tanta curiosità su di me
pensò avanzando nel fiume.
Quando ritornerònel mio mare
avrò tante cose da raccontare
ai miei piccoli dicendogli
di quanto è grand eil mondo
e di come ci vogliono
sempre bene,
gli uomini”.

Il Jolly
di Daniela Maccheroni
“Il delfino è diventato il jolly del fiume Arno di Pisa. Te delfino che fai i salti di gioia nell’acqua amica del fiume Arno che ti ha ospitata. Sei contento di averti fatto un buon rifugio nel fiume Arno che ti ha ospitato felicemente. Delfino sei sempre pieno di gioia e di entusiasmo, giochi con i più piccoli e coi grandi e saltando nell’acqua amica del fiume Arno fai venire pure l’arcobaleno di mille e mille colori. L’arcobaleno è già bello di suo ma te delfino lo fai diventare splendido. Grazie o mio jolly delfino per essere venuto nella città a te amica. Si mi sono commossa quando ho sentito che te magico delfino eri venuto a farci visita per rimanere sempre con noi. E manifesti tutta la tua contentezza per avere trovato finalmente un buon rifugio nell’acqua amica del fiume Arno.
Ciao o mio delfino gioioso, mi piacerebbe vederti anche per poco. Il delfino è diventato il jolly dell’acqua amica del fiume Arno di Pisa”.

La delfina di Pisa
di Elisa Battaglia
“-Insolito ospite della città della torre pendente cosa ti spinse fino alle sue acque?
Narrami amico la tua storia.
-Mai nascerà chi possa credere alla mia storia.
-Tu racconta e lascia che siano gli altri a decidere se ciò che dici odora di realtà.
-Nacqui donna, di nome Marianna e l’amore mi spinse fino a questa città. Claudio è il nome del pisano per cui il mio cuore palpitava. Tanti furono i giorni che lungo l’Arno ci videro passeggiare mano nella mano. Poi arrivò la notte in cui questa città risplende di mille fiamme, il cielo ti incanta con lo spettacolo pirotecnico e per le strade si ode far festa. Quella fu per me però una notte infausta perché persi il mio grande amore. Cadendo dalle spallette Claudio fu accolto dall’Arno che lo cinse con le sue avide braccia e lo nascose nelle sue profondità. Mi gettai nel disperato tentativo di salvare il mio amato ma a nulla valse quel folle gesto. Fu allora che il cielo si commosse e il mio corpo fu mutato in questo intelligente animale affinché vi sia un angelo custode che sorvegli questo fiume sempre pronto a salvare sventurate vite umane”.

Il racconto
di Simona Caselli
“Il vento non aveva conciliato neanche il mio sonno, nel dormiveglia mi ero accorta di essere sola nel letto, non ho faticato a vestirmi ed uscire era prestissimo, faceva freddo, la luce nell'androne del palazzo l'unica certezza...la città sembrava stordita da quest'inverno inusuale dalle notti lunghissime;le strade deserte hanno facilitato la mia ricerca...i lungarni mi hanno imposto il tragitto, quasi sapevo di trovare mio marito lì sul fiume, in quel tratto dove il delfino non smette mai di muoversi di nuotare a pelo d'acqua, calmo, elastico, fluttuante, per me misterioso. Rivolto a guardare quell'animale, sembrava aspettarmi, non l'ho sorpreso con la mia voce, anzi mi ha abbracciata ed il calore che ho sentito mi ha confermato tutto quel che sò. Guardavamo il fiume non ci stancavamo di aspettare l'emergere di quella meraviglia per noi uno spettacolo e, forse, lui cosciente di esserlo, solo per noi, sembrava farlo con più grazia con più teatralità... forse ero così felice da immaginarmi e sperare che lo fosse anche lui!

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