Il Tirreno

Pisa

Iniziative di animazione in piazza Dante e dintorni

È una delle richieste dei commercianti all’incontro di “Caffè Tirreno” di lunedì «Misure anti-degrado in attesa che venga riaperto il palazzo della Sapienza»

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PISA. Cinque anni di chiusura del palazzo della Sapienza, per consentire i lavori di consolidamento strutturale dell’edificio, hanno inciso pesantemente su tutta l’area commerciale di piazza Dante. Che ora chiede iniziativa di animazione della zona, ma dentro un programma precisa e non attraverso mercatini-spot. L’altra richiesta è di agevolazioni fiscali da parte dell’amministrazione comunale per reggere ancora i mesi, almeno sette, che mancano al termine del cantiere (che peraltro non significa riapertura immediata della Sapienza a pieno regime).

«Con la prolungata chiusura della Sapienza la zona ha registrato un tracollo commerciale senza precedenti: cessazione di attività storiche da anni insediate in piazza Dante e nelle vie limitrofe, conseguente incremento progressivo di fenomeni di degrado diffuso, sporcizia, micro-criminalità e spaccio», dicono i rappresentanti di Confcommercio, Donatella Fontanelli ed Alessio Giovarruscio, che lunedì hanno partecipato all’incontro di “Caffè Tirreno” al bar Betsabea di piazza Dante dedicato alla zona della Sapienza e di piazza delle Vettovaglie, con tutti i suoi vicoli.

Una parte del quartiere Santa Maria che, pur vicinissima a piazza dei Cavalieri, sembra distaccata dal contesto riqualificato di via Santa Maria dopo la pedonalizzazione. E’ lo spicchio di quartiere più alle prese con i fenomeni della mala-movida, mentre le attività commerciali di piazza Dante e dintorni soffrono per la mancanza delle oltre 2mila persone che ogni giorno ruotavano attorno alla sede storica della facoltà di giurisprudenza.

Gli esponenti di Confcommercio hanno presentato a “Caffè Tirreno” una serie di proposte per cercare di risolvere i problemi della zona. «Le istituzioni, amministrazione comunale e forze dell’ordine in primis, devono garantire assolutamente - dicono - una situazione di sicurezza ed incolumità fisica h24, normalizzando una volta per tutte la “polveriera” Vettovaglie». In questo senso viene chiesta «un’applicazione del Daspo Urbano e un più efficace impiego della polizia municipale anche in servizi a garanzia della sicurezza pubblica», oltre ad «una guerra senza quartiere allo smercio abusivo di alcolici», alla «riproposizione dell’ordinanza anti-alcool superando la sentenza del Tar» e alla «chiusura dei minimarket alle ore 20».

L’associazione dei commercianti si mette «a disposizione per campagne di sensibilizzazione per un consumo di alcool consapevole e responsabile rivolte a giovani e studenti», ma anche per il «sostegno a percorsi turistici capaci di valorizzare la storia, la cultura e la centralità economico-sociale dell’intera zona». Anche per questo chiedono il «coinvolgimento a pieno titolo all’interno degli eventi cittadini (Capodanno e Giugno Pisano, altri)» e la «realizzazione di eventi e appuntamenti ad hoc capaci di coinvolgere famiglie e bambini, sottraendo all’attuale ghettizzazione». Infine, viene suggerito di «agevolare, attraverso un preciso piano del commercio, l’apertura di nuove attività commerciali che rispettino criteri standard di qualità e decoro». Queste proposte, insieme alle richieste di residenti e commercianti, sono riassunte nella grafica di questa pagina che portiamo all’attenzione di chi può intervenire. Inutile sottolineare ancora una volta l’esigenza di riaprire la Sapienza senza prolungare oltre i lavori. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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