Il Tirreno

Pisa

Una Oxford dell’Arno o Disneyland?

Una Oxford dell’Arno o Disneyland?

L’articolo di Settis sul nostro giornale ha animato il confronto. E le polemiche

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. C’era un convitato di pietra al forum “Gli orizzonti de Il Tirreno” sul progetto della ruota panoramica a Pisa. Anzi, era invitato ufficialmente e sarebbe stato presente se non si trovasse ora negli Stati Uniti. L’intervento di Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, pubblicato alcuni giorni fa da Il Tirreno, ha fatto discutere quasi quanto la ruota, che peraltro è stato il motivo ispiratore di quell’articolo. «Un’idea disneyana contraria alla storia della città. L’ultimo di una serie devastante di strafalcioni urbanistici», aveva scritto, in sostanza, il professor Settis, facendo poi un elenco abbastanza lungo di criticità pisane.

«Mi ha un po’ preoccupato quell’intervento di Settis, ho avuto l’impressione di una sorta di fuoco di sbarramento per dire che a Pisa non si può far niente, che questa è una realtà che in sostanza va bene così», ha ribattuto durante il forum Luca Lanini, docente di Composizione Architettonica e Urbana dell’Università di Pisa. «Sono un pisano d’adozione da cinque anni, ma inizio a conoscere questa città. Ho l’impressione che Pisa sia una città un po’ pigra su questioni ben più strategiche rispetto alla ruota panoramica». Anche il professor Lanini ha il suo elenco di cose pisana che non vanno: «Penso al complesso immobiliare della Mattonaia, chiusa da anni e della quale non si sa niente. Penso al complesso scolastico Marchesi, che credo sarà venduto e che rappresenta un esempio di architettura moderna dei più interessanti nel settore. Ma penso anche a piazza Manin che con quelle bancarelle sembra sia diventato ormai un suk».

Sulla questione della ruota, Lanini pensa sia un “Vaso di Pandora” che scoperchia il centro del dibattito reale sulla città: «A quale Pisa si pensa per i prossimi anni? Una Oxford dell’Arno? Una Disneyland? Oppure tutte e due? Una discussione più “tecnica” sul settore del turismo sarebbe sicuramente opportuna».

Spunti interessanti anche dagli interventi dei rappresentanti dell’Associazione Lp. La domanda centrale, per l’architetto Fabrizio Sainati, «è se la ruota possa avere un valore complementare rispetto ad una visita per conoscere realmente la città trattenendosi per il tempo necessario. Dunque se rischi di essere solo uno strumento che fa prevalere la logica del selfie, sostituendo la memoria del viaggio». Invece l’architetto Massimo Del Seppia punta la sua riflessione su indotto e conseguenze urbanistiche dell’installazione della ruota in via Pietrasantina. «Può essere - si chiede - lo spunto concreto per avviare la riqualificazione dell’area circostante, ovvero il quartiere Gagno, caratterizzato da molto cemento e con spazi verdi più privati che pubblici?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web