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Pisa

L’ ex autista alla sbarra per pedofilia: «Ho sbagliato»

L’ ex autista alla sbarra per pedofilia: «Ho sbagliato»

L’uomo, in carcere da un anno, racconta la sua verità ai giudici in aula Il coimputato: «Mi disse che se gli portavo un amico mi avrebbe pagato il doppio»

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PISA. «Sì, è vero. Ho sbagliato, ma sono in cura. Sto facendo un percorso con una psicologa».

Seduto davanti al secondo collegio del Tribunale, Stefano Fratoni non nega il sesso con i minorenni e le insistenze per incontrare nuovi ragazzi. E quando il suo avvocato, Laura Antonelli, gli chiede «se ha compreso l’illeicità di quello che ha fatto», lui risponde senza indugio: «Sì».

È stato il giorno in cui l’imputato ha raccontato la sua verità in un processo che a giugno arriverà a sentenza. Il 42enne pisano, in carcere dal febbraio 2016, è stato descritto dagli inquirenti al momento dell’arresto come un predatore sessuale. Uno alla perenne ricerca di adolescenti a cui proporre sesso in cambio di soldi e regali. Nessuna costrizione. Proposte dirette che potevano essere rifiutate o accettate. Come è emerso nel corso delle indagini nel giro di minorenni in cui Fratoni si era inserito le sue tendenze era note. E anche chi lo aveva denunciato anni fa, il minorenne che poi lo ha denunciato per il sequestro in auto di alcune ore, continuava a frequentarlo e a chiedergli soldi per le prestazioni. Fratoni è accusato violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, detenzione di materiale pornografico con minori, prostituzione minorile, stalking, sequestro di persona, adescamento. L’altro coimputato, Baldassare La Puma, 21 anni, di Calci - libero, difeso dall’avvocato Marco Meoli -, deve rispondere del reato di concorso in prostituzione minorile. L’ex autista di scuolabus, poi pasticcere, - nell’aprile 2016 fu condannato a 9 anni per reati analoghi - ha spiegato come avvenivano i contatti. Sull’episodio del “sequestro” di un minorenne avvenuto nel settembre 2015 ha offerto una versione opposta. «Erano loro (riferito ai familiari del ragazzo) che volevano picchiarmi – ha detto in aula -. La pistola trovata sotto il sedile nella mia auto l’ha lasciata il ragazzo».

Fratoni rimase turbato del blitz della polizia, dovuto alla denuncia dei familiari del minorenne. Quando il pm, Eligio Paolini gli ha ricordato degli arresti precedenti per vicende fotocopia, Fratoni ha risposto: «Volevo migliorare attraverso le cure, ma non ne sono stato capace». Gli incontri sessuali sono stati diversi con ragazzi pisani e della Valdera.

Uno, a Navacchio, sempre con un minorenne. La genesi di quell’appuntamento l’ha spiegata La Puma che ha ricordato di aver ceduto alle offerte di Fratoni e di aver avuto un rapporto con il pasticcere. «All’inizio gli dissi di no, non me la sentivo, poi accettai – ha detto il coimputato -. Mi dette 15 euro. Mi disse “se porti un amico ti do il doppio”. E così gli presentati un amico dicendogli che era un mio parente. L’incontro fu a Navacchio. Iniziò il mio amico, poi andai io. Fratoni mi fece una nuova promessa: se torni un’altra volta ti faccio trovare una ragazza». I messaggi in chat vengono scoperti dalla mamma di La Puma che alla fine le racconta tutto. «Avevo capito che tipo era Fratoni e al mio amico dissi di non vederlo più perché era pericoloso» ha risposto di fronte al collegio (presidente Salutini, a latere D’Auria e Giovannelli) e agli avvocati delle due parti civili, Stefano Carta e Sandra Guainai. Prossima udienza a giugno per la sentenza.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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