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Questura spostata nell’ex Provincia? Si alza un coro di sì

Questura spostata nell’ex Provincia? Si alza un coro di sì

I temi della sicurezza al centro di “Caffè Tirreno” al bar La Loggia su Sant’Antonio e zona stazione

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PISA. Un coro di sì al trasferimento della questura da via Lalli nell’ex palazzo della Provincia in piazza Vittorio Emanuele II. “Caffè Tirreno” ieri si è occupato del quartiere Sant’Antonio che coincide per larga parte con l’area della stazione centrale. Una zona residenziale di pregio fino a quando non si varca la piazza verso i binari. Degrado e spaccio alla luce del sole sono fenomeni sempre meno tollerati soprattutto se si vuole considerare la stazione una delle porte della città, a maggior ragione dopo l’avvio del servizio PisaMover. La presenza della questura sarebbe un deterrente per eccellenza nei confronti della microcriminalità. «La situazione è molto difficile. I controlli della polizia ci sono, ma chiediamo ancora maggiori attenzioni», dice Juliette Romboli del bar La Loggia di piazza Vittorio che ieri ha ospitato con grande cordialità “Caffè Tirreno”. «Quando la mattina apro il bar trovo sempre molto sporco a terra ed i clienti dei vari locali spesso assistono a risse e scene poco piacevoli. Sono favorevole alla chiusura di attività in viale Gramsci che in pratica sono zona di bivacco». Problemi simili li riscontra l’edicolante di viale Gramsci Gianni La Fortezza: «Lo spaccio c’è anche in pieno giorno. I controlli della polizia ci sono, ma poi non esiste la certezza della pena. Mi ritrovo sempre l’edicola in condizioni pessime al mattino, con gente che fa i propri bisogni a terra». La Fortezza chiude sottolineando come «per l’inaugurazione del PisaMover alla stazione fosse tutto in ordine, senza i soliti bivacchi. Ma dovrebbe essere così tutti i giorni».

Uno dei personaggi-chiave del quartiere stazione è Andrea Romanelli, titolare dell’hotel La Pace e membro del direttivo di Federalberghi. Da anni lotta contro il degrado della zona. «Non è vero che questo quartiere è pattugliato dalle 14 alle 20 - racconta Romanelli -. Il camioncino della polizia non si vede più di tre volte alla settimana. E durante il resto della giornata torna tutto come prima: spacciatori che operano indisturbati, tossici che si drogano alla luce del sole, ambulanti improvvisati che espongono la merce contraffatta. Solo nella giornata in cui era presente la troupe di Quinta Colonna ci sono stati sedici passaggi delle forze dell’ordine. L’indomani è tornato tutto come prima. Gli agenti allora ci sono? Li tirano fuori dal cappello quando pare a loro? Non si può pensare di dover chiamare sempre “Striscia la Notizia” per cercare di smuovere le acque. Serve una risposta istituzionale». L’imprenditore aggiunge: «Difficile chiedere il pagamento della tassa di soggiorno ai clienti se poi escono dal mio albergo e trovano risse, vomito ed escrementi. Che fine hanno fatto i due milioni incassati dal Comune? Dovevano essere reinvestiti nel quartiere».

Maia Zagaria ha uno studio medico nello zona: «Qui i minori devono essere sempre accompagnati dai genitori per paura. Si spaccia sul portone o anche all’interno del condominio. Personalmente non mi è successo niente, ma soprattutto la sera non esiste la percezione della sicurezza malgrado i controlli delle forze dell’ordine. Credo comunque che il problema non si risolva solo con la repressione: bisogna ridare dignità a questa gente che è in difficoltà». Sergio Barsanti sposta l’obiettivo anche su altre tematiche: «L’ex parcheggio Cpt doveva essere zona a verde e invece è diventato una zona di “divertimenti”. Manca un parcheggio efficiente per i residenti soprattutto nella zona di Sant’Antonio, dove ci sono molti stalli blu. La nuova gestione dei rifiuti è molto buona, ma gli orari in cui passa il camion sono un po’ particolari, come le 6,30 di domenica mattina». Franco Del Lama dice: «Traffico e viabilità vanno migliorati, ma il PisaMover è una buona idea». Gaetano Bongiorno ha compiuto da poco 90 anni, ma è sempre attento alle vicende della città: «Il parcheggio sotterraneo non ha portato grandi vantaggi. Le strade non sono in ottime condizioni, ma comunque un po’ alla volta mi sembra che vengano sistemate». In via Corridoni, nel tratto tra la stazione e la passerella, «l’asfalto è pieno di buche ed i marciapiedi sono sconnessi - dice Maria Teresa Chierchini -. Quando piove è impossibile non schizzarsi camminando sulle mattonelle saltate». Secondo la residente la zona è abbastanza tranquilla, «i furti negli appartamenti e nelle auto sono nella media, ma alcuni accorgimenti migliorerebbero la vivibilità. C’è molta trascuratezza. La bruttezza genera degrado. Eppure basterebbero pochi accorgimenti per evitarlo. Come sistemare le rastrelliere per le bici». Francesco Lapucci abita da trent’anni in zona e denuncia l'elevato tasso di inquinamento di viale Bonaini: «Da quando è a doppio senso di circolazione, il traffico è insostenibile. L’illuminazione è vetusta. Speriamo che il Comune mantenga le promesse e provveda ad installare le telecamere di videosorveglianza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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