Il Tirreno

Pisa

Tessere, c'è un caso Pisa: defunto ma iscritto al Pd

di Pietro Barghigiani e Mario Neri
Tessere, c'è un caso Pisa: defunto ma iscritto al Pd

Negli elenchi 2016 anche un novantenne di San Giuliano deceduto nel 2015. I sospetti di un dirigente locale

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PISA. Si fa presto a dire «la base ci crede», basta intendersi sul cosa. Si fa presto a dire «boom, è tornata la voglia di partito». Al partito, infatti, s'è riscritto anche chi non poteva. Fisicamente. Perché non c'è più. Almeno così è successo a San Giuliano Terme, a due passi da Pisa, dove la tessera l'hanno rinnovata anche i morti. Sì, spulciando negli elenchi dei nuovi militanti 2016, i dirigenti Pd del Comune termale hanno scovato anche il nome (e la firma) di un uomo deceduto nel 2015. E c’è anche un altro caso: quello di un sangiulianese che vive negli Stati Uniti e che per iscriversi avrebbe dovuto seguire una diversa procedura. Miracoli della fede Dem. È invece stata smentita dalla segreteria di Calci la presenza di un defunto nelle liste: tutte le tessere sono state ricontrollate e lì di morti tra gli iscritti non ce ne sono.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.15024241:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2017/03/13/news/tessere-pd-mazzeo-ammette-l-errore-ma-respinge-le-accuse-non-tesseriamo-i-morti-in-toscana-aumentano-gli-iscritti-1.15024241]]Oppure di un tesseramento fantasma su cui mercoledì aveva lanciato l'allarme la commissione incaricata di certificare i numeri del reclutamento. Con tre astenuti e sei votanti a favore, la relazione con cui si certificava la chiusura della campagna di iscrizioni in provincia di Pisa è infatti stata approvata e inviata al quartier generale del Pd regionale a Firenze e al Nazareno con riserva. Anzi, più riserve. Una, «la mancata possibilità di verifica effettiva degli iscritti» a causa della «ristrettezza dei tempi»; l'altra, collegata alle "anomalie" riscontrate per il «numero elevato di nuove iscrizioni su alcune sezioni». Sì, perché il salto c'è stato soprattutto a Pisa (in particolare nel circolo di Marina), San Miniato e Santa Croce, «concentrato negli ultimi giorni di febbraio», a ridosso della scadenza dei termini della chiusura della campagna per il tesseramento, fissati per il 28. A crescere sarebbero soprattutto i fortini renziani.

Le iscrizioni post mortem accendono lo scontro in un partito, quello pisano, lacerato da scissioni e riposizionamenti. La sorpresa felice per il boom di iscritti spegne il sorriso di militanti e dirigenti Pd quando la domanda si sposta sulla genuinità dei nuovi iscritti o dei “recuperati”, ex tesserati rientrati all’ovile. Il segretario comunale dei democratici di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, 37enne, professione geometra, ha ricevuto segnalazioni su tesseramenti opachi per i quali è utile verificare la bontà della fonte. «Sono un pignolo per natura» chiosa il dirigente Dem che alla notizia dell’aumento della base si è premurato di conoscere almeno i nomi dei suoi nuovi iscritti. E così si è fatto mandare l’elenco dal coordinamento provinciale. Una sessantina i volti nuovi o di ritorno.

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Solo che non tutti avevano fatto la tessera in uno degli undici circoli del territorio sangiulianese. Una buona metà dei sessanta e passa iscritti aveva firmato attraverso il coordinamento provinciale.Per iscriversi al partito, secondo il regolamento, si salta il referente locale solo «unicamente in caso di comprovata impossibilità nel ritiro della tessera presso il circolo, il ritiro della tessera può avvenire presso l'ufficio adesioni del coordinamento provinciale-territoriale, che immediatamente informerà il circolo dell'avvenuta iscrizione». E proprio in questo elenco “piovuto” da Pisa almeno un paio di posizioni hanno suscitato l’attenzione di chi ha voluto mettere a conoscenza Cecchelli dell’opportunità di fare chiarezza. Uno riguarda un pensionato ultranovantenne deceduto nell’estate 2015 e l’altro un sangiulianese emigrato negli Usa.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.15015821:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2017/03/11/news/pd-boom-di-tessere-ma-e-impossibile-verificarne-la-validita-1.15015821]]

Come sia stato possibile che entrambi - ma i casi potrebbero non essere isolati - nei mesi scorsi abbiano voluto sostenere il Pd, con tanto di versamento di 15 euro, è un mistero che va oltre la trascendenza . «Credo che qualcosa non torni e, quindi, è necessario approfondire anche informando, come ho già fatto, la commissione di garanzia» prosegue Cecchelli.

Il “giallo” delle tessere con una moltiplicazione di numeri capace di evocare sospetti e invocare trasparenza trova spazio anche sul profilo Fb del consigliere regionale del Pd, Antonio Mazzeo. Jonathan Rimicci, consigliere comunale a Montopoli, fuoriuscito dai Dem, scrive: «A dei miei conoscenti è stata fatta la tessera senza che l'abbiano richiesta. Auguri». Risponde il vicesegretario regionale: «Se davvero è come dici, ti prego di segnalare nomi e cognomi dei tuoi conoscenti e chi gli ha fatto la tessera perché andrebbero presi seri provvedimenti. Altrimenti si instillano solo dubbi».


 

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