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Rissa in cella poi accusa i poliziotti, detenuto a processo
SAN GIULIANO TERME. Ha chiesto il rito abbreviato nel processo in cui la Procura di Lucca lo accusa di violenza, minaccia, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e calunnia. Sebastiano Delre, 35...
SAN GIULIANO TERME. Ha chiesto il rito abbreviato nel processo in cui la Procura di Lucca lo accusa di violenza, minaccia, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e calunnia.
Sebastiano Delre, 35 anni, origini pugliese e ultima residenza a Molina di Quosa, sarà giudicato a giugno per l’episodio avvenuto il 12 ottobre 2015 nel carcere San Giorgio a Lucca. Dopo un violento litigio avvenuto in cella con un detenuto extracomunitario, Delre (nel dicembre 2015 fu condannato a 6 anni e 8 mesi per aver incendiato e distrutto la casa della ex) venne bloccato da due agenti della polizia penitenziaria che, secondo l’accusa, vennero insultati, minacciati e picchiati dal recluso tanto che una delle guardie finì in ospedale con la frattura della clavicola e una prognosi di 28 giorni mentre l'altra se la cavò con ecchimosi ed escoriazioni giudicate guaribili in una settimana. Un episodio ancor più spiacevole perché, stando alla Procura, Delre interrogato da un ispettore incaricato della polizia penitenziaria inizialmente fornì una versione ritenuta completamente inventata. In sostanza riferì di essere stato colpito dai due della penitenziaria e conseguentemente di essersi difeso.
Al termine delle indagini disposte dal sostituto procuratore Salvatore Giannino il magistrato ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Delre che con la richiesta di rito abbreviato ha fatto slittare l’udienza a giugno. Per l'accusa durante un controllo di due agenti della penitenziaria avvenuto in seguito ad una violenza lite con un altro detenuto, il 35enne si scagliò contro le guardie penitenziarie minacciandole di morte, insultandole con epiteti irripetibili e infine colpendole ripetutamente anche con una gomitata improvvisa tanto da procurare lesioni e contusioni.
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