Fondazione Cerratelli nuova commissione per indagare sui costi
Domani l’insediamento dei diciannove commissari “Sinistra Unita”: il Comune si è accorto ora dei soldi buttati
SAN GIULIANO TERME. Domani alle 17.30 si riunirà per la prima volta la nuova commissione speciale d'indagine, composta da diciannove commissari: dodici i consiglieri comunali di maggioranza e sette di opposizione.
L'assemblea eleggerà presidente e vicepresidente tra le fila delle minoranze. La commissione è stata istituita dal consiglio comunale per far luce sui rapporti tra Comune, la società in-house Geste e la Fondazione Cerratelli, in seguito ai punti oscuri evidenziati dalla commissione verifica e controllo.
Giacomo Mannocci (Noi Adesso San Giuliano) aveva denunciato la mancata rendicontazione finanziaria della Fondazione, nata nel 2005 per raccogliere e custodire l'eredità di oltre venticinquemila abiti di scena della "Casa d'Arte Cerratelli".
Oltre al motivo della mancata pubblicità dei bilanci della fondazione sul sito istituzionale del Comune, dovranno essere chiariti anche la legittimità dell'attività di formazione svolta, le problematiche inerenti all'edificio "Tabaccaia" e i crediti ritenuti non esigibili o svalutati da Geste in riferimento alla Cerratelli e ad altri enti. Intanto, sulla vicenda sono intervenuti due ex consiglieri di minoranza, oggi di "Sinistra Unita per San Giuliano".
«Il Comune finalmente si è accorto di aver buttato via un sacco di soldi a favore della Fondazione Cerratelli. Da quasi dieci anni l'opposizione di sinistra denuncia l'enorme spreco di risorse che la maggioranza allora Ds ha perpetrato per foraggiare una Fondazione che oggi si scopre addirittura non in regola con la normativa vigente - dicono Claudio Bolelli e Marco Carioni – . Fin dalla scorsa consiliatura il Pd ha incentrato la propria politica amministrativa dichiarando che due erano i capisaldi per il rilancio dell'economia sangiulianese: il termalismo e la valorizzazione della fondazione Cerratelli».
"Sinistra Unita", dunque, attacca chi sedeva tra i banchi della maggioranza durante il mandato di Paolo Panattoni. E non solo.
«La scelta di indicare la Cerratelli come volano di sviluppo economico fu una scelta non di alcuni, ma dell'intero Pd sangiulianese: molti dei consiglieri che oggi votano per indagare sui rapporti tra amministrazione e fondazione Cerratelli sono stati, nella passata consiliatura, zelanti sostenitori di quello sperpero di denaro pubblico su cui oggi chiedono di indagare - sottolineano Bolelli e Carioni -. Mentre si dismetteva il patrimonio immobiliare del Comune per fare cassa, si spendevano centinaia di migliaia di euro per programmare l' acquisto della Tabaccaia che avrebbe dovuto ospitare la Fondazione, e si faceva ai proprietari dell'immobile l' enorme piacere di rilevare, a scorporo di loro debiti, impianti sportivi che nessuno voleva».
I finanziamenti devoluti dal Comune alla suddetta Fondazione sono relativi agli anni 2004-2013, prima che si insediasse la giunta Di Maio.
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