Il Tirreno

Pisa

L’inno all’animale che ha portato «tanta ‘ontentezza»

L’inno all’animale che ha portato «tanta ‘ontentezza»

Poesie in italiano e in vernacolo: ecco come si sbizzarriscono i pisani sulla star dell’Arno

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Ecco alcuni versi per il delfino dell’Arno in gara per il nostro concorso “Racconta il delfino dell’Arno e vinci con il Tirreno”.

Che meraviglia! Un delfino in Arno

di Michelle Paladri (la ragazzina che voga sull’Arno)

Che meraviglia! Mi sono detta,

quando ti ho visto per la prima volta.

Che meraviglia! Ho gridato,

perché io, un delfino, non lo avevo visto mai.

Che meraviglia! Un delfino mi fa compagnia

e tra una remata e l'altra lungo l'Arno

sembra chiedermi: giochiamo a rincorrerci?

Che meraviglia! Remare e guardarti

saltare e sbuffare.

Che meraviglia! C’è un delfino curioso che mi guarda

e forse pensa che sono davvero uno strano pesce.

Che meraviglia! Mi sono ripetuta cento volte,

quanto sono fortunata,

nuota qui vicino a me.

Che meraviglia! Bella creatura

non te ne andare.

Che meraviglia! Ma non ti posso tenere con me,

devi tornare al tuo mare.

Che meraviglia! Sei Amico mio,

non ti dimenticherò mai.

Poesia

di Francesca Russo

Nelle acque torbide

Del vecchio e stanco Arno

Vive ormai il bel delfino

Amico dei Pisani,

Con grande maestria

Fa' le sue piroette

Salutando così

I suoi oramai concittadini.

Poesia

di Laura Cambieri

Tu sei apparso. Ed io ero lì.

Tu sei scomparso. Ed io ero ancora lì.

Tu sei rinvenuto. Ed io ero rimasto lì

I colori del mattino, ti coprivano d'un manto soave, colori allegri, complici.

Mio adorato Delfino, sei ancora lì?

Se sceglierai d'andare, un sorriso ci hai comunque regalato.

Abbi cura di te.

Proseguire verso il mare, il largo.

Racconta ai tuoi Amici codesta allegra esperienza Pisana, verosimilmente eccezionale.

Delfino Pisano

di Fabio Ricci

Un giorno, di buon mattino attraversando il ponte Solferino,

guardai il fiume dalla balaustra e scorsi il dorso di un delfino.

Sogno o son desto pensai!

Son le leggi del creato andate a male che i delfini giungon fino ad un ponte pedonale?

Lui sta li pare da sempre, più curioso della gente, le regala sensazioni, con sbuffi salti ed evoluzioni!

Ora tutti voglion sapere, come mai questo animale, già finito sul giornale, sia venuto qui in città.

C'è chi dice; sarà forse la fanciulla de Sismondi che ritorna sulle sponde per portar felicità?

Altri dicono è malato oppure è bizzaro, sarà stanco del suo branco?

Tutt'a un tratto, un ragazzino sulle sponde soleggiate, esclamò repentino!

Malato un corno!

Meglio in Arno a Pisa che in mare a Livorno!

‘R Delfino

di Maurizio Fantoni

Da capodanno, ‘n Arno, c’è ‘n derfino,

e gliè, propio davvero, ‘na stranezza!

Però, ha portato tanta ‘ontentezza,

e per e bimbi, ora, ….. è ‘r beniamino!

‘Vando lù, a Pisa, ha fatto ‘apolino,

e, de’ lungarni, ha visto lla bellezza,

ha scerto di restà, senza ‘ncertezza,

anco se ll'acqua un cià ‘n ber colorino!

Se ci sta, allora, un antro po’… ‘vaggiù,

‘ver tanto …….. pe’ vedè lla luminara,

‘n der mare, lui, nun ci ritorna più!

E anzi, di tornacci un avrà idee,

che lì, fa ‘na mangiata è cosa rara!

Vì ‘n Arno, 'nvece, deh, ci son le ce’e!

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