Versi e racconti sul delfino che ha ammaliato i pisani
La storia di Bis, il tursiope venuto da molto lontano sulle tracce di un antenato E ancora una favolosa notte di incontro e di amore sulle rive del fiume
Cresce il numero dei partecipanti al concorso “Racconta il delfino dell’Arno e vinci con il Tirreno”. Ecco di seguito alcuni dei brani dei nostri lettori.
IL DELFINO
di Leonardo Pantuosco
“Non avevo chiuso occhio quella notte, il vento aveva contribuito con la sua voce a farmi alzare prima dell’alba,senza alcun rumore sono uscito, i lampioni, pur ondeggiando, illuminavano una Pisa infreddolita, semi deserta che per buona parte si riflette, civettuola, in un fiume altrettanto vanitoso. Ho camminato sulle sponde dell'Arno verso il mare, ancora in compagnia dei miei pensieri, ansiosi un pò tristi...quando, poco prima del ponte dell'Aurelia, mi sono ricordato di lui, in quel momento, come per rispetto, nessuno passava, nessuno che fosse nessuno. Ho guardato il suo nuotare calmo, lento tracciando linee concentriche che solo il vento cercava di compromettere. Solo come non gli appartiene, forse per scelta, forse per necessità, erano questi i miei pensieri quando, alle mie spalle, improvvisamente la voce di mia moglie mi ha distolto! Le prime luci dell'alba le sono servite per trovarmi; incappucciata con un paio di stivali ed un mio cappello calato fin troppo,ha detto: “Ti ho sentito uscire,non dormivo... sono venuta anch'io dal delfino...” mi ha abbracciato, mi sono sentito improvvisamente felice, fiero di essere importante per lei,quel gesto così semplice spontaneo, amoroso è stato sufficiente a fugare ogni tristezza ogni angoscia. Siamo rimasti qualche minuto a fissare il fiume non voglio credere che quell'animale sia triste, che si senta solo voglio sperare che da un momento all'altro qualcuno lo cerchi e lui, nella sua natura, provi qualcosa di simile a quello che ho provato io”.
BIS
di Claudio Nencioni
“Giungemmo nella baia di Taiji alla fine di settembre, proprio quando aveva inizio la caccia ai delfini: il tubo di acciaio calato in acqua fece un rumore infernale e così il mio gruppo, preso dalla paura, si disperse tra le barche dei pescatori, che dettero inizio alla mattanza, senza esclusione di colpi. Per le incisioni alla gola, morirono dissanguati tutti quanti i miei cari e i miei amici. Mi salvai solo io perché la rete si squarciò da una parte nell'impatto con l'elica di un peschereccio.
Ero ancora piccolo, ma nuotai verso sud, attraversando tutto il Mar della Cina fino all'Oceano Indiano. Ero impaurito, stanco e spaesato. Un cavalluccio marino mi disse che un cucciolo di balenottera spiaggiata e morta sull'arenile di Galla, nello Sri Lanka, era intenzionato a raggiungere il Mediterraneo, perché quello era un mare accogliente per tutti i "migranti". Sapevo che un mio trisavolo aveva già raggiunto il Mar Tirreno negli anni '50, visitando un fiume pisano, ma che poi se ne persero le tracce... Si chiamava Alfie, il cucciolo di balenottera, e poiché gli chiesi per due volte il suo nome, lui mi chiamò Bis.
Sono un tursiope, un delfino oceanico, e vo cercando un po' di pace... Alfie, strada facendo, s'innamorò di una giovane balenottera nel Golfo di Aden, e così mi congedò, seppure con evidente dispiacere. Mi diressi allora verso il Mar Rosso e attraverso il Canale di Suez entrai nel Mediterraneo. Seguendo la rotta di un traghetto in partenza dalla Sicilia, mi ritrovai davanti al porto di Livorno. La vista dal mare era stupenda: una città solare, tutta affacciata sullo splendido litorale labronico incastonato in una dolce catena collinare dominata dal borgo santo di Montenero. Chiesi notizie a uno scorfano, se mai avesse saputo anche di un mio trisavolo finito a Pisa negli anni '50... Lo scorfano, gentilissimo, mi dette tutti i ragguagli possibili per raggiungere la vicina Pisa e il suo fiume, ma che per quanto riguardava il passato mi disse che solo un miracolo mi poteva aiutare;...e mi indicò in alto la Madonna delle Grazie, che di grazie ne fa a bizzeffe!
Sono arrivato a Pisa, nuotando in Arno, dove mi trovo benissimo; e si mangia pure bene! Un cruccio? Da qui, non riesco a vedere la Piazza dei Miracoli! Ma tant'è! Vorrei restare a Pisa, per sempre, ma ci vorrebbe un miracolo, una grazia... E tra Pisa e Livorno, "Miracoli" e "Grazie" non mancano davvero!”.
IL DELFINO INNAMORATO
di Damiano Teofilo Lippi
Averti accanto era la felicità,
la tua compagnia
era diventata
dolce consuetudine.
Poi in una notte
Dove la natura
Si era scagliata su di noi;
ti persi dal mio fianco.
Ti cercai come solo
Un delfino innamorato
Può farlo ininterrottamente
Per tutta la notte.
Poi trovai il tuo profumo
Dentro l'acqua dolce
E mi avviai
Sulla tua scia.
Incuriosito mi trovai
tra le case , i palazzi
e gli uomini che increduli
mi osservavano stupiti.
Ti sto ancora cercando
Perché lo spema
Non si rassegna
E conto di ritrovarti
Ancora mia.
GALILEO
di Paolo Della Bartola
Dall'andà
in alto mare a tutto bordone
a pensà
di falla finita al Calambrone.
C'è nel mezzo
solo un gran botto
che ner muso un pezzo
m'aveva rotto.
Secondo il tempo calcolato
dovevo già esse' fori dall'onde
quando esco per prende' fiato
e mi trovo fra du' sponde.
Verso i monti la curiosità
mi spinge lesto
e decido di rimandà
l'epilogo funesto.
Arrivato alla città
più bella del mondo
ci trovo anco da mangià
e mi ci nascondo.
Certo un sono troppo avanti
a ruzzà a nascondino
se mi piomban tuttiquanti
dalla spalletta fan capolino.
Una tonnellata di muggini
t'avrò mangiato
e mai più di fra quest'argini
mi sarei spostato
Se un fosse arrivata
quella piena maledetta
che al mare, indiavolata
mi riportò in tutta fretta.
Ora col sorriso
al mio destino son tornato
tanto in paradiso
ci son già stato.
O TU DELFINO DELL'ARNO
di Isabella Palmestina
O tu, nostro bel delfino
tu che stai laggiù nell'Arno
nei pressi di Porta a Mare,
se potessi raccontare
che ti ha spinto in queste acque
a risalire su dal mare
fino a Pisa per restare.....
Non puoi certo immaginarti
il clamore intorno a te che
da lassù riempie gli argin
per vederti e immortalarti,
pur lontan dai simil tuoi
restar solo tu non puoi!
IL DELFINO
di Rosalena Gabbrieli Pieroni
Molti hanno raccontato dell’Arno. Noi pisani e fiorentini abbiamo sofferto molto per le sue piene. Eravamo sempre lì a guardare la sua crescita e il suo colore, ma ora è da tempo che non ci dà più noia perché quando è color fango quando è cristallino ma è sempre lì che scorre verso il mare.
Ora ci ha voluto fare un regalo: il delfino che è diventato l’attrazione della città, la Star di Pisa. Credo che lui sia consapevole della sua importanza: viaggia sott’acqua e ogni tanto salta fuori come per salutare le molte persone che lo fotografano. Ma cosa ci vuol dire? Forse che Pisa è una città meravigliosa per le sue opere d’arte, per il suo clima e per i suoi tramonti.
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