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Sui binari viaggia la rabbia dei pendolari

Sui binari viaggia la rabbia dei pendolari

Da mesi il treno delle 7.12 da Pisa per Campiglia è quotidianamente in ritardo. Gravi disagi

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PISA. Si rivolgono al nostro giornale per amplificare la protesta nei confronti di Trenitalia. La situazione contro la quale si scagliano dura ormai da diversi mesi. Si tratta di un gruppo di pendolari che da Pisa viaggiano quotidianamente sulla direttrice tirrenica tra le 7 e le 8.

«Abbiamo - raccontano Gabriele Neri e Antonella Doni - avuto già un'amara sorpresa lo scorso dicembre quando Trenitalia ha modificato l'orario di servizio posticipando la partenza dei treni in direzione Livorno. Pochi minuti, ma essenziali nell'economia degli spostamenti giornalieri di lavoratori e studenti pendolari. Ma dopo il danno è arrivata la beffa. Il treno 6655 diretto da Pisa a Campiglia, passato ufficialmente dalle 7.05 alle 7.12 è ormai da quasi due mesi perennemente in ritardo in partenza. I passeggeri lo sanno bene, ogni giorno alle 7.12 il treno non è neanche presente al binario 10, nonostante sia un treno che ha origine a Pisa».

Quasi ogni giorno Trenitalia rimedia sostituendolo con un treno in arrivo da Pontedera che riesce a partire non prima delle 7.20.

«Con il costo crescente degli abbonamenti (senza agevolazioni Isee si sfiora una maggiorazione mensile di 10 euro in 5 anni) - si chiedono i pendolari - come si può arrivare a tale noncuranza verso i cittadini-utenti che più contribuiscono alle entrate di Trenitalia? Con un buco orario dalle 6.37 alle 7.12 (7.20 in pratica) si penalizza un servizio destinato a centinaia di persone che hanno l'esigenza di arrivare puntuali a lavoro e a scuola. Ripercuotendosi a catena in ogni stazione della Toscana costiera interessata. Inoltre, il tipo di treno utilizzato non consentirebbe il trasporto di bici, comunque ammesse a bordo in barba alla sicurezza e per risparmiare su nuove vetture adeguate per non creare ulteriori disagi ai pendolari che coraggiosamente scelgono la mobilità sostenibile. Chiediamo a Trenitalia il ripristino del treno al suo orario originale, il rispetto dei criteri di puntualità che dovrebbero essere il minimo essenziale di un servizio via via più costoso e meno efficiente e l'introduzione di vetture adeguate alla sicurezza del trasporto di biciclette, per cui gli abbonati pagano biglietti supplementari fino a 3,50 euro al giorno in totale controtendenza ai costi bassissimi del resto d'Europa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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