Il Tirreno

Pisa

POLTRONE PISANE

Nomine della Primaziale, curia contro ministero

Pietro Barghigiani
L'Opera della Primaziale gestisce i tesori di Piazza dei Miracoli
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L'Opera della Primaziale gestisce i tesori di Piazza dei Miracoli

Ricorso al Tar dell'arcivescovo per sollecitare il decreto poi firmato da Alfano. Deputazione confermata, ma Benotto ora contesta la durata: un anno non va bene

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PISA. È uno dei centri di potere della città che fa della riservatezza il suo tratto distintivo. Quasi un contrappasso con la visibilità planetaria dei gioielli che amministra. I confronti-scontri, però, sono usciti dalle ovattate stanze di chi decide le sorti dell'Opera della Primaziale, organismo chiamato a gestire e conservare un patrimonio mondiale come Piazza dei Miracoli e tutto quello che è ospitato in quell'area. Motivo del contendere? Il rinnovo della Deputazione - una sorta di consiglio di amministrazione - scaduta dall'aprile 2016, presieduta senza interruzioni da Pierfrancesco Pacini dal 1999. Circa un anno fa c'erano stati i primi scricchiolii, filtrati all'esterno con l'effetto di accendere i fari su un'istituzione i cui meccanismi di governance prevedono un accordo tra curia e Stato nell'individuarne gli amministratori. Un'intesa difficile, bilanciata tra pesi e contrappesi con la diocesi determinata nel difendere le proprie prerogative. Un anno fa le candidature di chi avrebbe potuto sostituire i deputati furono ipotesi naufragate nel giro di qualche settimana. E il ministero, di fatto la prefettura, che prendeva tempo in attesa di soluzioni mai arrivate. Se non quella di confermare tutti in blocco. Solo che nel frattempo la curia ha deciso di trasferire sul terreno del braccio di ferro legale la battaglia con il ricorso al Tar da parte dell'arcivescovo. Monsignor Giovanni Paolo Benotto contro il ministero dell'Interno e la prefettura, emanazione territoriale dello Stato, per contestare l'inerzia nel procedere alle nomine della Deputazione di competenza governativa. E anche quando il ministero ha confermato in blocco i "suoi" cinque su sette (due spettano alla diocesi) che già siedono nel "cda", la curia ha aggiunto un ulteriore motivo per chiedere l'annullamento dell'atto: la durata di un anno prevista dal provvedimento anziché i tre indicati dalla legge. Può sembrare un dettaglio tecnico. Ma occhio alle date: Piazza dei Miracoli si appresta a celebrare nel 2018 i 900 anni della consacrazione della cattedrale. Con la scadenza ministeriale la deputazione sarebbe operativa fino al novembre 2017, arrivando a un passo dall'anno del grande evento. Il Tar si è pronunciato sul primo motivo, quello delle mancate nomine, dichiarando cessata la materia del contendere e ha rinviato a una prossima udienza a maggio la discussione sul secondo elemento che per la curia deve essere annullato. Scaduta il 15 aprile 2016, la deputazione dell'Opera della Primaziale è stata confermata nel silenzio generale con decreto del ministero dell'Interno il 25 novembre. Un anno la durata delle nomine con Pacini sempre presidente, Giovanna Giannini, dirigente della prefettura, come vice; Giuseppe Marianelli, presidente dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero; Gabriella Garzella, docente al dipartimento di storia dell'università di Pisa; Paolo Moneta, ex docente di diritto canonico all'università di Pisa; Giovanni Padroni, ex docente alla facoltà di Economia dell'ateneo pisano; monsignor Gino Biagini, dal 2004 vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale etrusco di Firenze.

Il decreto ha placato solo in parte l'arcivescovo che si era rivolto al Tar per accertare «l'illegittimità dell'inerzia del ministro dell'Interno sul procedimento per il rinnovo della Deputazione (consiglio di amministrazione) dell'Opera della Primaziale Pisana, scaduta in data 15 aprile 2016, nonché dell'illegittimità del silenzio serbato sull'atto notificato il 7 luglio 2016, con cui il ricorrente intimava al predetto ministro a provvedere all'emanazione del decreto di nomina del consiglio di amministrazione». Quando il ministro Angelino Alfano ha firmato la conferma, sulla base anche della mediazione della prefettura, ha fissato al 25 novembre 2017 la scadenza delle nomine. Neanche sette giorni dopo aver ricevuto la comunicazione, l'arcivescovo il 9 dicembre ha integrato il ricorso perché «la durata in carica dei membri del consiglio di amministrazione della fabbriceria (ente che gestisce beni in luoghi sacri, ndr) non è limitata a un anno, bensì a tre anni». E così sarà il Tar a decidere se l'attuale governance dell'Opera della Primaziale sarà quella che gestirà gli eventi per i 900 anni della cattedrale consacrata.

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di Redazione web