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Trenta inchieste aperte ogni giorno
I numeri della Procura pisana secondi solo a quelli di Firenze Nel civile arretrato ridotto, in media la produttività nel penale
PISA. Una media di 30 notizie di reato al giorno. E si parla solo di fascicoli aperti contro indagati noti. La Procura di Pisa, dopo quella di Firenze, macina inchieste con un organico analogo a quello di Procure dove non viene registrata la stessa mole di lavoro.
Lo scrive il procuratore capo, Alessandro Crini nella relazione di accompagnamento all’inaugurazione dell’anno giudiziario tenutasi ieri mattina a Firenze.
I fascicoli. Gli indagati sono passati da 9.992 a 10.962 con un incremento che sfiora il 10 per cento. «In sostanza, la Procura di Pisa oltre ad essere la sola Procura del distretto ad evidenziare un trend crescente nel corso dell'ultimo anno, è anche l'ufficio che, sempre con la naturale esclusione della Procura di Firenze, ha complessivamente incamerato il maggior numero di fascicoli con indagati noti nel corso dell'ultimo biennio: con significative distanze, in taluni casi, rispetto alle altre Procure del distretto, dotato di un apparato amministrativo numericamente analogo» scrive il dottor Crini .
I reati. Il procuratore analizza poi la natura dei reati in provincia con bande impegnate nello spaccio e nei furti in casa con l’anomalia di un capoluogo che a, fronte di 90mila residenti, offre tipologie e numeri criminali da città metropolitana. «Si aggiungano, inoltre, ulteriori particolari condizioni, meritevoli anch'esse di elevata attenzione, quali la presenza di etnie extracomunitarie, numerose e ben radicate: una per tutte quella senegalese nella zona di Pontedera» chiosa Crini. Esiste poi una criminalità che se non è frequente nella forma associativa lo è in quella concorsuale. L’impegno è gravoso sui reati fallimentari «così come si presenta non semplice, anche se non particolarmente incidente sui numeri, il trattamento delle numerose denunce per colpa medica, quale ineluttabile conseguenza dell'alta rilevanza regionale e nazionale dei due principali presidi ospedalieri del capoluogo».
Le tendenze. Stabili i reati perseguiti contro la pubblica amministrazione (53 rispetto a 56), quelli sessuali (46 rispetto a 55) e quelli relativi a casi di stalking (106 rispetto a 102). Calano le rapine (73 rispetto a 99), gli omicidi colposi e le lesioni colpose.
Le inchieste. Risultati di rilievo - oltre alla condanna a 20 anni di Antonio Logli per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa - sono stati raggiunti in un'indagine relativa a più associazioni per delinquere finalizzate a commettere reati di abusivismo finanziario in ambito internazionale attraverso la creazione di società che, senza alcuna abilitazione a svolgere attività di intermediazione finanziaria, proponevano alla clientela la temporanea disponibilità di titoli di cui erano apparentemente proprietari riuscendo, nell'arco di cinque anni, a realizzare proventi per circa 31 milioni di euro; il funzionario Inps arrestato per peculato per aver sottratto all'ente di appartenenza oltre un milione di euro; il processo a tre maestre violente; la condanna di due giovani di Pontedera per violenza sessuale di gruppo.
Tribunale. Se la Procura può contare su 33 dipendenti in organico, il Tribunale su una presenza formale di 90 persone deve fare affidamento su 73 lavoratori con una scopertura del 18 per cento.
Nel civile, sottolinea il presidente, Salvatore Laganà, mancano tre magistrati su dieci. E nonostante questo disagio l’arretrato è stato ridotto del 7 per cento. Su 6559 procedimenti ne sono rimasti 6099. Sul penale i numeri sono in linea: pendenti al monocratico 633 processi, sopravvenuti 2.173, definiti 2.172, pendenti al 2.634.
Davanti al collegio pendenti 129, sopravvenuti 55, definiti 57 e pendenti 127.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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