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Pisa

In cinquanta sugli spalti del Silvio Piola

In cinquanta sugli spalti del Silvio Piola

Nicola Barsotti (Centro coordinamento): «Ci sono mal di pancia, ma chiariremo»

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PISA. A Pisa i tifosi non sono mai stati uniti come in questi mesi. L’onda lunga della protesta contro la società ha tenuto coesa la tifoseria intera dopo le diffide che hanno colpito 87 tifosi dopo i fatti di Empoli in Pisa-Brescia del 17 settembre scorso. Dal Club Autonomo fino a Gradinata 1909 passando per tutti i piccoli e grandi club erano presenti alle 12,30 in Piazza Garibaldi al fianco dei gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti. Va detto, però, che non tutti hanno raccolto l'invito a non andare a Novara. Al Silvio Piola erano presenti circa 50 tifosi, molti dei quali arrivati con un pullman del Centro Coordinamento Pisa Clubs, organizzato molto prima della notizia del provvedimento contro i tifosi. Il presidente del Centro coordinamento e delegato dell'Ac Pisa 1909 ai rapporti con la tifoseria Nicola Barsotti ha partecipato alla manifestazione ma cerca di fare chiarezza: «Il Centro rappresenta vari club di Pisa e provincia, non era facile prendere una decisione in tempi brevi visto che la trasferta era già organizzata. Io comunque ho sottoscritto l'appello di “Pisa non si piega” dopo la riunione di giovedì pomeriggio e come tanti altri iscritti sono qui in piazza». Barsotti è anche convinto che ci sarà il tempo per chiarire: «Ci sono dei mal di pancia al nostro interno solo sulla forma della protesta, ma nelle prossime riunioni avremo occasione di parlare di questa situazione con maggiore calma. Sia chi era in piazza sia chi era a Novara vogliono il bene del Pisa e della tifoseria». Un ragazzo iscritto al Centro di Coordinamento racconta perché era importante essere in piazza: «Quella subita dai tifosi è una vera ingiustizia e dobbiamo continuare a lottare al loro fianco. Io sono quasi sempre presente in trasferta e sono in possesso della tessera del tifoso, ma quando accadono fatti di questo tipo non deve esserci distinzioni tra tesserati e non tesserati, gruppi o club». Durante il corteo qualcuno mostra un biglietto di Novara-Pisa strappato e confessa: «Era un dovere essere qui ma so che oggi soffrirò tantissimo davanti alla Tv. La protesta comunque è giusta». Una signora poi si avvicina con decisione: «Deve emergere la verità, i fatti sono stati ingigantiti». Altri sono delusi perché si aspettavano una presenza più numerosa. Leonardo è comunque soddisfatto: «Sicuramente il fatto che il sabato in molti lavorano non ha permesso una mobilitazione di massa come alla Leopolda ma alla fine quasi 500 persone non sono poche. Resta il fatto che le discussioni che ci sono sul web cambiano la percezione rispetto alla realtà di una tifoseria unita più che mai». Uno zoccolo duro che mai mancherà di sostenere il Pisa e di essere una vera comunità, sette giorni su sette non solo allo stadio.

Andrea Chiavacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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