Il presidio
Spaccio di droga prende due anni
PISA. Un giro di spaccio in provincia. Cocaina, soprattutto. Una storia che risale al 2014 e che ieri mattina davanti al secondo collegio (presidente Salutini, a latere D’Auria e Giovannelli) si è...
PISA. Un giro di spaccio in provincia. Cocaina, soprattutto. Una storia che risale al 2014 e che ieri mattina davanti al secondo collegio (presidente Salutini, a latere D’Auria e Giovannelli) si è conclusa con una condanna a 2 anni per Francesco Di Marco, 64 anni, origini siciliani, residenza a Ponsacco.
Il pm Antonio Giaconi aveva chiesto una condanna a 7 anni per estorsione e spaccio. Il primo reato è stato derubricato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni che, in assenza di querela, è stato ritenuto improcedibile. Diversi i capi di imputazione per lo spaccio da cui Di Marco, difeso dall’avvocato Alessandro Catarsi, è stato assolto.
Almeno quattro, invece, gli episodi con lo smercio di sostanze stupefacenti per i quali l’imputato è stato riconosciuto colpevole. Di qui la sentenza di condanna.
Di Marco, professione imbianchino, era stato coinvolto - con relativa condanna - anche nella rapina al Panorama di Pontedera, avvenuta la mattina del 18 giugno 2012 durante la quale un passante venne ferito al volto da un colpo di pistola sparato perché scambiato per un inseguitore che voleva stare dietro ai banditi in fuga.
L’artigiano era accusato di essere uno dei basisti della gang salita in Toscana dalla provincia di Napoli per fare il colpo.
Per l’accusa Di Marco non solo era protagonista di un giro di spaccio, ma quando i “clienti” non pagavano faceva la faccia cattiva e pretendeva con modi minacciosi il saldo del debito. Secondo il Tribunale, però, quei comportamenti non possono essere definiti estorsivi. Al massimo era un esercizio arbitrario delle proprie ragioni che, in assenza di querela, è caduto come reato da contestare.
Durante le indagini sullo spaccio, nelle quali furono fermate altre persone, a casa dell’imputato venne trovata una grossa quantità di mannite, sostanza usata per tagliare la droga. Agli investigatori giustificò il possesso spiegando di aver seguito il consiglio di amici, secondo i quali la mannite aveva un ottimo effetto purgativo. (p.b.)
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