Pisa, in piazza la rabbia contro i Daspo. Il sindaco: "Gestione dell'ordine pubblico poco accorta"
Nessun gruppo organizzato seguirà la squadra in trasferta a Novara. Maxi manifestazione di protesta in centro. Previste migliaia di presenze
PISA. Il passato ritorna. E fa male. Non riesce a starsene lontano dal Pisa e dai suoi tifosi. La società ha trovato finalmente la strada per regalarsi un futuro, la squadra sta degnamente lottando per rimanere nella serie cadetta e cominciare a sognare in grande, ma i supporter nerazzurri sono in agitazione. Ed oggi non hanno seguito la squadra nella trasferta di Novara e per manifestare pubblicamente il loro disappunto con un’iniziativa di protesta in piazza Garibaldi. Non ce l’hanno ovviamente con la proprietà o coi giocatori, bensì con gli organi di polizia.
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La causa è da ricercare nelle conseguenze dei disordini avvenuti il 17 settembre scorso a Empoli, nei dintorni dello stadio Castellani, luogo di “esilio” del Pisa in occasione del primo turno casalingo contro il Brescia. Quel giorno ci furono dei tafferugli coi tifosi lombardi e con la polizia (tre agenti si fecero refertare risultando quindi feriti) e da lì sono scattati i provvedimenti a carico degli ultras pisani, ben 87 Daspo (il divieto di accedere alle manifestazioni sportive), in corso di notifica in questi giorni, giudicati da più parti spropositati rispetto alla realtà dei fatti.
La rabbia, quindi, è pronta a scendere in piazza. Si prevedono alcune migliaia di presenze e a questo proposito il Comune e la polizia municipale hanno predisposto l’interruzione del traffico sul versante di Tramontana del lungarno all’altezza del ponte di Mezzo. I tifosi contestano sia la versione dei fatti diffusa dalle forze dell'ordine nell'immediatezza dei fatti, sia l’elevato numero dei provvedimenti, nei confronti dei quali molti tifosi potrebbero decidere di fare ricorso al Tar ed eventualmente al Consiglio di Stato.
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In particolare, gli ultras, pur riconoscendo il proprio coinvolgimento nei tafferugli, negarono che, come invece riferito dalla polizia agli organi di stampa, ci fosse stato un agguato premeditato nei confronti dei tifosi rivali. Tutto nacque, sempre secondo gli ultras pisani, da un errore nell'organizzazione del servizio di ordine pubblico, che fece sì che la tifoseria ospite venisse fatta passare nelle immediate vicinanze dei pisani che avevano appena parcheggiato i loro automezzi, anziché percorrere, come di norma avviene in tutti gli stadi, una strada diversa che avrebbe evitato ogni contatto.
«Nella riunione in cui era presente tutta la tifoseria pisana, dai gruppi della Nord ai club, è stata presa la seguente decisione - si legge in una nota del tifo organizzato (Gradinata 1909, Club autonomo, Nerone Group, Capanne Group, Vulva Group, Solo Pisa, Club il Mago Perignano, I Gruppi della Curva Nord Maurizio Alberti) -: sabato (oggi, ndr) nessun club, pur avendo già acquistato i biglietti, sarà presente a Novara, affiancando i gruppi della Nord nella protesta che si terrà a Pisa. L'invito è per tutti: diamo un segnale forte di unità, lasciamo il settore ospite vuoto e facciamo sentire tutto il nostro sdegno verso queste assurde e infami diffide che stanno colpendo il cuore della tifoseria».
Il gruppo Gradinata 1909 ha rincarato poi la dose: «Per la prima volta dalla nascita il nostro striscione non sarà presente in trasferta. Un pullman già pieno è stato annullato e 50 persone c’hanno rimesso i soldi spesi per il biglietto. Un sacrificio? No, tutta solidarietà verso dei fratelli che hanno subìto un'ingiustizia. Chi non lo capisce o non lo condivide è bene che si faccia un bell'esame di coscienza, perché ad Empoli chiunque di noi poteva ritrovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato».
Fa eco il gruppo Pisani al Nord, fondato appena pochi giorni fa e che proprio a Novara avrebbe dovuto inaugurare la propria attività: «I Pisani al Nord sono solidali con la curva Nord e con tutti gli altri Pisa club. Aderiamo alla civile protesta non entrando nel settore ospiti dello stadio di Novara (pur avendo già acquistato i biglietti) e non esporremo il nostro nuovo striscione».
Anche il sindaco Marco Filippeschi sembra prendere le difese dei tifosi bollando come «poco accorta» l’organizzazione del servizio di ordine pubblico di quel giorno ad Empoli. «Sono dispiaciuto - dice il primo cittadino - per la pesantezza e l'estensione dei provvedimenti verso i tifosi. Le violenze e il ferimento di uomini delle forze dell'ordine non si giustificano. Al contempo è certo che per quei fatti non ci fu premeditazione e che l'organizzazione dell'accesso dei tifosi ospiti ebbe delle falle, permettendo contatti inattesi che di solito si prevengono. Io stesso ne fui testimone, nel percorso che mi portò ad entrare nello stadio. E poi per le telefonate che ricevetti dopo che i guai erano già fatti, dispiaciute e non certo rivendicative. Inoltre, si deve valutare il comportamento positivo e costruttivo tenuto dalla tifoseria organizzata durante la crisi della società e negli anni precedenti. Chiediamo con rispetto che, quando si può ancora intervenire, le autorità competenti tengano in considerazione questi aspetti che alla città appaiono importanti».
Agli ultras, infine, si rivolge con parole di grande solidarietà l’ex vicepresidente del Pisa Giancarlo Freggia, il quale arriva addirittura a chiedere un’interrogazione parlamentare sulla vicenda dei Daspo pisani: «Sono vicino agli 87 diffidati, perché la giustizia deve essere giusta. Questa estate hanno lottato per la legalità nel calcio, perché il proprietario della loro squadra del cuore non dovesse essere per forza una persona indagata per bancarotta e agli arresti domiciliari, ma poteva e doveva essere una persona onesta, perché il Pisa non andasse incontro all'ennesimo fallimento. In poche parole hanno lottato al posto di chi avrebbe dovuto vigilare su tutto questo ma ha sempre preferito chiudere un occhio. E per questo dovrebbero essere un esempio per tutta l’Italia».
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