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Pisa

Condannato per i baci “imposti” a una ragazza

Condannato per i baci “imposti” a una ragazza

Pena di un anno e otto mesi per l’ipotesi più lieve della violenza sessuale Dopo la sentenza l’uomo si rivolge alla Corte: «Non credo più nella giustizia»

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PISA. «Credevo nella giustizia. Da oggi non più, non c’è il diritto alla difesa».

Lo sfogo a voce alta dell’imputato, rivolto ai giudici che lo hanno appena condannato, viene interrotto dall’avvocato e dal figlio che lo consola mentre viene fatto uscire dall’aula: «Lo sai che le cose in Italia vanno così».

Qualche secondo dopo la lettura della sentenza che gli infligge una pena di un anno e 8 mesi (con la condizionale) per tentata violenza sessuale, il pensionato di 74 anni, originario della Garfagnana, residente nel Cascinese, guarda il suo legale. Sembra non capire il verdetto. Poi si rivolge alla corte. E sbotta, contestando la sentenza.

È l’epilogo dell’udienza conclusa poco prima delle 11 che mette un punto fermo - siamo in primo grado - a una vicenda iniziata nel 2013. Per la difesa dell’uomo, avvocato Bruno Pucci, la ragazza che lo aveva denunciato non è credibile e basa le sue ricostruzioni su «fantasie stratificate». Diverso il parere del pm, Flavia Alemi che ha chiesto la condanna del pensionato (omettiamo le generalità perché la parte civile può essere riconosciuta). Il giudici (presidente Salutini, a latere D’Auria e Giovannelli) lo hanno anche condannato a risarcire la sua accusatrice, affetta da lieve disabilità, assistita dall’avvocato Federica Felici, con una causa da definire in sede civile. La vicenda risale a un pomeriggio di agosto del 2013. Secondo l’accusa l’imputato e la ragazza, allora neo diciottenne, appena diplomata, si incrociano in strada. Abitano a qualche centinaio di metri di distanza. Di vista si conoscono. Siamo sulla Tosco Romagnola. Lui è in bici, lei a piedi. Stando alla querela presentata dalla giovane, il pensionato per un lungo tratto la segue a distanza. Poi si avvicina e inizia a parlarle. «Posso aiutarti a trovare lavoro» è uno degli argomenti della conversazione non richiesta dalla diciottenne. L’affiancamento prosegue per diversi minuti fino a che, stando quanto sostenuto dall’accusa, l’anziano riesce a portare la giovane in una stradina laterale in un spazio riparato dove si sarebbero consumati quelli che un tempo il codice definiva atti di libidine e che da tempo la legge include nella violenza sessuale. Il pensionato avrebbe baciato sul collo e in bocca la ragazza che, resa vulnerabile dalla sua condizione psichica, non avrebbe capito subito la situazione. Queste avances sarebbero andate avanti per circa un’ora. Ogni accusa, dall’incontro all’approccio a sfondo sessuale, è stata respinta dall’imputato. Non creduto, il 74enne ha contestato in modo diretto la decisione dei giudici.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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