Ringhio o Ranieri? Diamo un nome al delfino dell’Arno
Continua a nuotare nelle acque tra i ponti di Porta a Mare Ormai si avvicina anche alle persone nelle imbarcazioni
PISA. Ormai ha trovato il suo habitat ideale. Nel tratto dell’Arno tra il ponte della ferrovia e quello dell’Impero si aggira, saltella e si mostra senza problemi. E’ il delfino che da oltre venti giorni abita le acque pisane del fiume. Se in un primo momento si era ipotizzato che l’esemplare (un maschio di circa due metri e mezzo, avvistato per la prima volta lo scorso 30 dicembre) si trovasse nell’Arno per sbaglio, la permanenza successiva ha suggerito ai biologi di cercare altre risposte.
Sono sempre più numerosi i pisani che passando da quei lungarni si fermano per fare foto e video del delfino. Sul profilo Facebook del Tirreno Pisa abbiamo lanciato una sorta di concorso: diteci come lo chiamereste, essendo ormai un affezionato di acque pisane.
Le proposte arrivate ieri sera sono già numerose. Molte hanno un sapore calcistico nerazzurro, in particolare Ringhio, ma c’è anche qualcuno che suggerisce Corrado e Romeo. Ci sono poi i riferimenti pisani storici: si va da Ranieri a Galileo, da Ugolino a Vituperio. Altre proposte vanno sul “classico” come Nemo e Flipper.
«Ieri sono sceso in Arno nel tratto dove staziona il delfino, tra i due ponti della ferrovia e dell’Aurelia - ci ha scritto Armando Varini, artista conosciutissimo in città ed istruttore di canoa -. All’inizio il delfino è scomparso per un po’, poi è tornato a farsi vedere, ma sempre ben lontano dalla mia canoa, prendendo sempre il lato opposto della sponda dove mi trovavo. Oggi sono tornato a trovarlo e, come si vede dalle foto, si sta avvicinando. Un animale magnifico e un’esperienza unica e elettrizzante. Nei prossimi giorni tornerò a salutare il mio amico “Arno” sperando si avvicini ulteriormente». Da Varini arriva dunque un altro suggerimento per il nome del delfino.
Lo scorso 31 dicembre, il giorno successivo al primo avvistamento tra i ponti dell’Aurelia e del Cep, tre operatori della Croce Rossa, guidati da esperti del Cetus, dell’Istituto zooprofilattico e di Arpat, avevano aiutato il delfino a tornare nel suo habitat naturale, il mare, accompagnandolo fino ad un chilometro di distanza dalla foce. Da lì, se avesse voluto, in poco tempo avrebbe potuto raggiungere il suo branco. Qualche giorno dopo il simpatico mammifero è tornato a sguazzare nell’Arno.
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