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«Maestranze sfinite nell’attesa del contratto»
PISA. «Maestranze sfinite e stressate che attendono ancora la sottoscrizione di un accordo di secondo livello». Fit-Cisl e Faisa-Cisal chiedono alla Ctt Nord - l'azienda che gestisce il servizio di...
PISA. «Maestranze sfinite e stressate che attendono ancora la sottoscrizione di un accordo di secondo livello».
Fit-Cisl e Faisa-Cisal chiedono alla Ctt Nord - l'azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara - uno sforzo per giungere alla firma di un contratto integrativo, disdettato alcuni anni fa al termine di una lunga e tormentata vertenza tra le organizzazioni dei lavoratori e la società e sostituito con un accordo unilaterale che ha tagliato parte del salario dei lavoratori. «Siamo consapevoli del clima di nervosismo ed incertezza che si è venuto a creare a causa della gara regionale (necessaria per l'individuazione del gestore unico del servizio in Toscana, ndr), ma accogliamo favorevolmente l'interesse mostrato dall'azienda per la sicurezza a bordo dei mezzi, tante volte invocata anche dai sindacati, e diamo atto alla società di aver fatto degli sforzi per migliorare il servizio (tra i quali l'apertura nei giorni festivi delle officine di Ospedaletto per far fronte ai numerosi guasti ai mezzi, spesso causa di disservizi, ndr) con gli strumenti finanziari messi a disposizione dalla Regione Toscana, spesso reticente ed insensibile alle problematiche locali - sottolineano Fit-Cisl e Faisa-Cisal -. Alla Ctt Nord sfugge però il malcontento del personale: le maestranze sono sfinite e stressate, stanche fisicamente e moralmente, e da tempo attendono la sottoscrizione di un accordo di secondo livello». «La Ctt Nord è l'unica azienda toscana priva dell'accordo integrativo: una carenza che nega anche il premio di risultato ai lavoratori. Negli ultimi tempi, le parti sociali si vedono inoltre escluse da ogni confronto», aggiungono i sindacati che chiedono di «coalizzare le forze per raggiungere gli obiettivi comuni». «Ci auguriamo - concludono - che l'azienda sappia raccogliere e valorizzare al meglio le nostre proposte che, se concretizzate, concorrerebbero notevolmente a migliorare il clima aziendale».
(d.r.)
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