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«Licenziamento politico alla coop Quadrifoglio»
PISA. «Un licenziamento politico». Così l'Unione sindacale italiana (Usi-Ait) bolla il licenziamento di una delegata sindacale comunicato dalla cooperativa Quadrifoglio, società piemontese che...
PISA. «Un licenziamento politico». Così l'Unione sindacale italiana (Usi-Ait) bolla il licenziamento di una delegata sindacale comunicato dalla cooperativa Quadrifoglio, società piemontese che gestisce i servizi notturni nella Rsa Cottolengo (struttura riservata all'accoglienza di persone anziane non autosufficienti) dopo il presidio indetto per venerdì scorso dal sindacato per protestare contro il licenziamento di due operatrici, dichiarati dalla cooperativa a seguito di un cambio di appalto dello scorso dicembre. «Quando la cooperativa è subentrata nella gestione dei servizi - spiega Monica Guerra, la delegata dell'Usi-Ait licenziata lunedì scorso -, abbiamo chiesto un incontro per discutere la nuova organizzazione e soprattutto dei carichi lavorativi aumentati con il cambio di appalto. La risposta è stata la comunicazione di due licenziamenti, motivati con il mancato superamento del periodo di prova (previsto con il cambio di appalto, ndr), alla quale è seguita la proclamazione dello stato di agitazione». E un presidio delle lavoratrici che si sono riunite lo scorso 20 gennaio all'esterno della struttura di via Mazzini per protestare contro i due licenziamenti. «Ma anche per ribadire che le scelte attuate dalla cooperativa sarebbero andate ad incidere sulla qualità dell'assistenza e sulla sicurezza degli ospiti e dei lavoratori del centro», specifica il sindacato. «Pochi giorni dopo - prosegue Guerra - ho ricevuto la lettera di licenziamento». Il sindacato ha già intrapreso un percorso legale per impugnare il provvedimento e proseguirà con la mobilitazione avviata per «denunciare le manovre della cooperativa e il silenzio del Cottolengo». «Un fatto gravissimo - conclude l'Usi-Ait - perché si tratta di un licenziamento politico, giunto al termine di una manovra strumentale che ha l'unico scopo di attuare un ricambio di personale, attualmente formato da lavoratrici preparate professionalmente ed assunte a tempo indeterminato, per sostituirlo con personale precario e ricattabile». (d.r.)
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