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Daspo per 87 tifosi pisani

Daspo per 87 tifosi pisani

Le sanzioni dopo gli incidenti di Empoli. Ma la curva annuncia proteste e ricorsi

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PISA. Tre poliziotti feriti (ma pure qualche tifoso), 87 Daspo. Sono partite ieri le notifiche ai supporter del Pisa per quelli che l’immaginario collettivo cittadino ormai ha archiviato come i “fatti di Empoli”. E a stupire i supporter nerazzurri sono soprattutto le proporzioni con cui la questura di Firenze ha deciso di sanzionare la tifoseria. Per ognuno la sanzione amministrativa è articolata secondo profili diversi di gravità - si fa sapere dalla questura - ma in sostanza l’accusa riguarda tutti coloro che avrebbero, seppure in forme diverse, partecipato agli scontri fra ultrà e forze dell’ordine un’ora prima della partita col Brescia il 17 settembre, quando il Pisa era ancora costretto a giocare in esilio.

Il divieto di accedere alle manifestazioni sportive però non scatterà da subito. Chi è stato o sarà raggiunto da un avviso di Daspo avrà 15 giorni di tempo per presentare memorie difensive con cui provare a dimostrare la propria estraneità. E sarà il questore a dover valutare ogni singola posizione, dopodiché applicare la sanzione amministrativa. È probabile, dunque, che lo stop per gli 87 non si concretizzi prima di sabato 11 febbraio, proprio per il match di ritorno con i bresciani. Se invece dovesse slittare ancora si arriverebbe addirittura al 19 febbraio, allora gli 87 di Empoli si perderebbero la sfida in casa con il Frosinone. Difficile però che i tifosi accettino i Daspo e le decisioni in arrivo da Firenze. In molti si starebbero già muovendo per promuovere i ricorsi al Tar. Del resto, quella fu la giornata in cui è nato lo slogan “Pisa non si piega”, diventato un movimento di solidarietà e una raccolta fondi a sostegno di chi dovrà affrontare anche le denunce e un procedimento penale. Furono otto i fermi per lesioni o resistenza a pubblico ufficiale. Certo ieri la notizia dell’arrivo dei tifosi convocati in questura a Pisa per la notifica dei Dasspo ha fatto riaffiorare la rabbia. Nel mirino soprattutto i primi resoconti degli incidenti, che parlarono di un agguato organizzato, di tifosi spuntati dai cespugli per assaltare i bus degli ultras bresciani e supporter. Agguati e cespugli poi smentiti dalla stessa tifoseria del Brescia, seppure da sempre una storica rivale della curva pisana. Per questo i gruppi organizzati della curva Nord si mobilitano: «Noi insieme alla città - scrivono - in queste ore decideremo le forme di protesta da farsi: Pisa non si piega davanti a questa infamia». Ne sono convinti, i Daspo sono a orologeria: «Guarda caso, dopo l’insediamento della nuova società, dopo che il clima in città si è rasserenato, ecco pronta la nuova mazzata per la tifoseria pisana». E spiegano: «Noi ci opporremo con tutte le nostre forze a questo scempio, ogni strada percorribile la percorreremo. Non potremo mai subire questi abusi di potere. Fin da subito è stato chiaro il loro intento, i pullman dei bresciani fatti passare dalla stessa uscita degli ottomila pisani».

Mario Neri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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