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L’influenza costringe nuovamente la Certosa a chiudere

L’influenza costringe nuovamente la Certosa a chiudere

CALCI. Certosa ieri chiusa per l'intera giornata. Off-limits il museo monumentale. I turisti, arrivati anche da lontano per visitare i beni storici e artistici, sono rimasti delusi. Un cartello in...

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CALCI. Certosa ieri chiusa per l'intera giornata. Off-limits il museo monumentale. I turisti, arrivati anche da lontano per visitare i beni storici e artistici, sono rimasti delusi. Un cartello in bella vista, affisso all'ingresso del'ex monastero, comunicava che non era possibile essere ammessi alla visita per "carenza di personale". E poi, nero su bianco, le scuse della direzione. Certosa dunque non accessibile al pubblico. Era successo anche lo scorso 13 gennaio mentre martedì 24 gennaio la Certosa è rimasta aperta solo mezza giornata. Oggi, invece, turisti ammessi solo al mattino, con orario 8.30-13.30, mentre venerdì apertura esclusivamente il pomeriggio dalle 13.30 alle 18.30. Sabato, salvo complicazioni, la situazione dovrebbe tornare alla normalità.

In assenza della direttrice Antonia D'Aniello, impegnata per lavoro altrove, è il veterano delle guide in Certosa, Lido Turini, a spiegare come stanno le cose. «Io annovero oltre venti anni di attività. Posso dire che nel tempo via via sono stati effettuati tagli al numero degli addetti ai lavori. Inizialmente 12, successivamente scesi a 8, ora a 6, ma, considerando turnazioni, avvicendamenti, congedi, ferie e purtroppo malattie, non sempre vengono assicurate tre unità lavorative. Se si scende da questa quota, come sta avvenendo adesso per colpa dell'influenza, si scende a meno di tre addetti. Di conseguenza per regolamento non si possono consentire le visite. Teniamo conto che qualcuno deve esserci a staccare i biglietti e a operare i controlli e la vigilanza. In questo periodo le visite sono ancora più importanti perché a partire dallo scorso 26 dicembre e per tutto il mese di gennaio, il percorso di visita della Certosa monumentale si è arricchito di alcuni ambienti di consueto chiusi al pubblico. È possibile ammirare da vicino le cappelle di San Giuseppe, Sant'Antonio da Padova, i locali dell'Addolorata e di Santa Filomena, la sacrestia e la stanza delle reliquie, inoltre la quadreria ospitata nella foresteria nobile, il giardino del padre maestro, l'archivio storico e la biblioteca. In occasione dei 650 anni dalla fondazione, avvenuta nel 1366, non si contano gli eventi che si sono svolti e ancora sono in calendario nel crescente interesse del grosso pubblico.

Pier Luigi Ara

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