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Whatsapp e “sentinelle”, così Putignano ha sconfitto i furti. Ecco come funziona la chat anti-ladro
Dopo la protesta delle lenzuola "Ci avete rubato tutto", la questura ha attivato il progetto “Sguardo di vicinato”: i furti dimezzati in un anno
PISA. «Ci sono nove persone sospette che girano fra le case. Attenzione! Dicono di essere tecnici dell’azienda dell’acqua. Non credeteci, non aprite!». L’ultimo messaggino è sempre il suo. Michela fa da foce e diga in questa corrente di piccole allerta lanciate via whatsapp o telefono. Un flusso continuo di informazioni: l’anziano di via Immaginetta che ha sentito sferragliare sotto casa, la signora di via dei Lavaggi convinta di aver sentito le grida di una donna e un tonfo sordo provenire da un’auto parcheggiata sull’altro lato della strada, lo studente rimasto tutta la sera appiccicato alla parete ad ascoltare i rumori nell’appartamento del vicino, non per voyeurismo ma aveva detto di essere in vacanza. Michela (il nome è di fantasia, rivelare quello vero la metterebbe in pericolo) è «la referente», il periscopio numero uno. C'è lei al vertice di questa piramide di cittadini-sentinelle. Anzi, osservatori. È lei ad avvertire quasi ogni giorno Fabrizio Nocita di ciò che sta avvenendo nel quartiere, lui a decidere l’invio immediato di una volante o di uomini in borghese, cioè se usare le maniere forti o un soft power investigativo. Nocita è il capo delle volanti e il funzionario di polizia scelto dal questore Alberto Francini per coordinare, insieme al capitano dei carabinieri Cristina Spina, il progetto "Sguardo di vicinato" a Putignano e Ospedaletto.
Ma i dialoghi della loro chat sono l’ultimo passaggio, il gradino finale di una piramide comunicativa che ogni giorno procede a ritmi forsennati, capace di attivare mille occhi e creare una rete protettiva più efficace di qualsiasi servizio di controllo del territorio. Cittadini in strada, alle finestre, negli esercizi commerciali, negli uffici, organizzati per turni sulla base dei loro ritmi di vita e lavoro, ingaggiati per autotutelarsi e tutelare la comunità e i suoi abitati, che hanno imparato ad alzare le antenne, «non più a guardare ma ad osservare, ad ascoltare e non solo a sentire», dice Nocita. E dice anche che potrebbe sembrare una banalità, e invece si sta rivelando la salvezza di un quartiere e un’area fino a poco tempo fa bersagliati dai topi da appartamento e da un’escalation inarrestabile di casi di microcriminalità.
I dati parlano da soli. A Putignano i reati, dal 2015 al 2016, sono passati da 212 a 146, i furti in abitazione da 52 a 29, quasi dimezzati, mentre la riduzione media in città è stata del 27%. Non solo. Nudi e crudi i numeri non rendono giustizia alla portata reale dei risultati. «In realtà, da giugno, quando il progetto è entrato a regime - dice Nocita - le denunce per furto in casa si contano sulle dita di una mano». «Uno si è verificato a luglio e un altro durante le vacanze di Natale, poi più niente», spiega Michela.
VIDEO Così un anno fa a Putignano
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L'invio di una volante è diventato chirurgico, un intervento su obiettivi precisi, sostenuto da informazioni circostanziate. La sicurezza a Putignano è affidata ad una rete invisibile, e in quelle maglie da mesi si stanno impigliando aspiranti ladri, truffatori, spacciatori, più o meno brutti ceffi che un anno fa convinsero il quartiere ad uscire allo scoperto e a gridare la sua esasperazione dai terrazzi. «Ci avete rubato tutto», la scritta sulle lenzuola appese ad ogni cancello o balcone. «Non inventiamo nulla di nuovo - spiega Nocita - Ci siamo ispirati ad alcune esperienze adottate in Inghilterra, Stati Uniti e Canada. Si chiamano programmi di Neighbourhood Watch, sguardo di vicinato appunto».
Nel mondo contano già 10 milioni di persone, da noi sono agli albori. Ma funzionano. Perché non escludono nessuno, anzi «favoriscono la partecipazione sociale - dice Michela - Anche chi prima non avrebbe denunciato per timore di ritorsioni, adesso si sente protetto dalla rete, sa che la sua segnalazione resterà anonima. Così se in qualche ora del giorno si aggirano tipi loschi fra le abitazioni c’è qualcuno che lo segnala, se qualcuno ha subìto atti di vandalismo o tentativi di truffa non teme di uscire allo scoperto, se si sta verificando un furto, una rapina o qualcosa di sospetto scatta subito un allarme, in tempo reale». Eccola la famosa sicurezza partecipata. La struttura è semplice: con Michela si smessaggiano i “capivia”, eletti come rappresentanti di una strada verso i quali confluiscono i racconti degli altri residenti, e lei riferisce a Nocita. Tutto in tempo reale. Lo stesso schema esiste da mesi anche ad Ospedaletto e fra poco verrà attivato a Riglione, da un po' entrato nel mirino dei ladri.
«Ogni tanto i capivia o io stessa tentiamo di verificare per scongiurare i fake, le notizie false, facciamo sopralluoghi, basta anche una passeggiata nel parcheggio dove sosta un’auto o un furgone sospetto da giorni oppure un giro nel parco. A quel punto avverto Nocita». A luglio gli “sguardi di vicinato” hanno fatto arrestare uno spacciatore in un negozio. Il titolare le ha inviato un messaggino in chat e Michela è andata sul posto. «Facevo finta di niente, sono riuscita a scattare una foto e l’ho inviata al dottor Nocita». ll coinvolgimento è proprio la chiave di volta: «In chat si aggiunge qualcuno ogni giorno, adesso ci sono già 40 famiglie per Riglione, il conto di quelle legate a Putignano non riesco nemmeno più a tenerlo». E così è stato rintracciato un furgone rubato, così è stata spenta sul nascere una banda di bulli e piccoli spacciatori che aveva preso possesso del parco giochi, così beccato anche qualche ladro, così le volanti arrivano sempre al momento giusto e nella strada giusta.
Un tempismo che fiacca gli assalti dei malviventi, via via costretti a cambiare zona. Ed è questa la prossima sfida: allargare la rete, «attivare cellule in tutta la città». Come? «Be’, ci sarà almeno un poliziotto o un carabiniere per ogni quartiere - spiega Nocita - Bene, quell’agente può diventare il referente, il periscopio numero uno per la flotta sottomarina dei cittadini osservatori».
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