Il presidio
Bambini picchiati maestra patteggia
Pena di 22 mesi per Ricci. A processo le colleghe Ori e Castiglioni
PISA. Una esce dal processo patteggiando 22 mesi con la sospensione condizionale. Le altre due vanno sotto processo. Prima udienza il 7 marzo davanti al giudice monocratico, Raffaella Poggi. L’accusa è quella di maltrattamenti verso i bimbi dell’asilo comunale dove lavoravano come educatrici.
Chiude i conti con la giustizia Marcella Ricci, 60 anni, di Agnano, in pensione da mesi, che con le colleghe Sonia Ori, 59 anni, originaria di Sillano e residente a Pisa e Donatella Castiglioni, 59 anni, di Cascina, è stata protagonista nel ruolo di imputata di una storia che ha portato in superficie un contesto di violenza e angherie che andava avanti da mesi e che solo nella parte finale (dal 30 novembre 2015 al 13 gennaio 2016) di quel calvario imposto ai piccoli è stato filmato dai carabinieri dopo la denuncia di un’inserviente.
Il gip Giulio Cesare Cipolletta, dopo aver respinto alcune eccezioni sulla presunta indeterminatezza del capo di imputazione formulate dal difensore di un’imputata, ha disposto il rinvio a giudizio di Ori e Castiglioni.
L’avvocato Ori, Alessandra Papineschi, aveva proposto un patteggiamento a 24 mesi per il quale la Procura - pm Aldo Mantovani - non aveva dato il consenso ritenendolo troppo basso. Nessuna scelta di riti alternativi, invece, per Castiglioni difesa dall’avvocato Giuliano Giambartolomei, l’unica ancora in servizio delle tre, che con Ori è stata rinviata a giudizio. Ricci, difesa dall’avvocato Giulia Padovani, con il patteggiamento dovrà anche pagare le spese legali alle parti civili (i genitori di 14 bimbi su 20). Somme che variano da 600 a circa 1300 euro a seconda del numero di clienti assistiti. Cifre che qualche avvocato ha definito «al di sotto della soglia di decenza per un procedimento che a livello tabellare era da almeno 5mila euro».
Anche il Comune, come parte civile, avrà diritto ai 600 euro di rimborso delle spese legali. Ieri, sempre Palazzo Gambacorti, attraverso l’avvocato di una compagnia assicurativa di Milano, ha formalizzato la costituzione in giudizio come responsabile civile come datore di lavoro delle imputate. L’assicurazione ha avuto mandato dal Comune di trattare con i legali dei genitori per un’ipotesi di risarcimento. Un’apertura che andrà verifica nel concreto sulla base degli importi sui quali le parti si ritroveranno a trattare già dalle prossime settimane.
«Non possiamo certo gioire – commenta una mamma a fine udienza –. Siamo, comunque, soddisfatte, era quello che ci aspettavamo».
Nell’aula gip avvocati e genitori hanno ascoltato la sentenza che mette il primo tassello come risposta giudiziaria su una vicenda che ha scosso la città.
«Sono stati diffusi i video, noi abbiamo sentiti anche gli audio che, forse, sono anche peggio in termine di violenza e pressione psicologica – dichiara una mamma –. Ci sono bimbi che ancora oggi al suono di una campana si terrorizzano. E sa perché? Perché il suono della campanella gli ricorda l’ora del pranzo, quando venivano picchiati per niente».
Prima udienza il 7 marzo per calendarizzare le tappe processuali. E poi in aula ci sarà il racconto delle botte nell’asilo comunale.
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