Il presidio
250 euro di tassa per un ex lavatoio
Cristina Lari è la prima cittadina a cui è arrivato il bollettino per il pagamento. Ha chiesto l’interessamento del sindaco
SAN GIULIANO TERME. Una prima conseguenza tangibile del passaggio di molte competenze dalle Province alla Regione è il ritorno della tassa sui lavatoi. L'annosa vicenda era stata risolta dalla giunta provinciale a fine 2015: una delibera del 27 novembre aveva modificato i criteri per la determinazione dei canoni per le aree appartenenti al demanio idrico, decidendo una volta per tutte che dal 2016 i lavatoi erano esenti dal pagamento del tributo. In questo modo il consiglio provinciale aveva messo nero su bianco quanto riscontrato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, che ha riconosciuto a tali manufatti un valore storico. I lavatoi, lo ricordiamo, sono delle pile in pietra costruite a fine Settecento sul Fosso del Mulino. Per anni sono stati usati per lavare, ma da almeno una decina di lustri sono mantenuti e puliti dai proprietari, a tutela della storia del comune termale. A San Giuliano sono trentatré coloro che posseggono una casa o un terreno con annesso lavatoio. È grazie a loro se questi beni, testimoni del lontano passato del comune, sono ancora intatti.
Dal primo gennaio la Regione è subentrata alla Provincia per tutte le funzioni legate alla difesa del suolo, comprese le concessioni per l'uso di demanio idrico. Un passaggio di competenze "celebrato" con l'invio di bollettini di pagamento ai cittadini toscani. Una di queste è Cristina Lari. La sua famiglia è proprietaria da generazioni di un lavatoio (in disuso).
«Il pagamento richiesto è di 250 euro, pari al costo di una concessione che io non voglio. Il bollettino è scaduto il 31 dicembre ed è pervenuto a inizio di gennaio - spiega Lari -. Il nostro è un caso che non rientra nel demanio idrico, come ha stabilito il consiglio provinciale. Noi non ci laviamo certo i panni. Non sono lavatoi auto-svuotanti, per cui vanno costantemente puliti per evitare che ci rimanga l'acqua stagnante e che ci marciscano foglie e residui vari».
Una pulizia interamente a carico dei residenti, la cui proprietà si affaccia su un canale non sempre tenuto in condizioni ottimali. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) sono stata ricevuta dal sindaco per esporre questo problema. Mi ha garantito che si interesserà personalmente di questa faccenda, contattando la Regione - aggiunge la signora -. Se nel 2015 erano considerati beni vincolati dalla Soprintendenza, cosa è cambiato nel frattempo?».
Il buon senso vorrebbe che la valutazione della Provincia venga accolta dalla Regione, senza causare ulteriori arrabbiature a una trentina di cittadini. Mentre gli altri proprietari attendono con preoccupazione l'arrivo del fantomatico bollettino, il primo cittadino sta prendendo contatti con l'ufficio regionale preposto. «"Sì Toscana" si era mobilitato in Regione a fine 2016 per modificare il regolamento dei canoni - dice Luca Barbuti -. I consiglieri regionali Pd garantirono una discussione sul tema in commissione per arrivare ad una soluzione condivisa. Cosa che poi non è avvenuta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
